La danza è un’arte molto praticata, eppure resta ancora poco conosciuta nelle sue sfumature. Un’ottima occasione per scoprirla è l’International Dance Day. Iniziative mondiali e contaminazioni con altre forme d’arte, come il cinema, hanno portato la danza anche fuori dai teatri, fino alle sale cinematografiche e alla televisione.

 

Giornata Mondiale della Danza

Il 29 aprile è la Giornata Mondiale della Danza, istituita nel 1982 dal Comitato della Danza dell’International Theatre Institute, il principale partner dell’UNESCO per le arti performative. La data è stata scelta in onore del creatore del balletto moderno Jean- Georges Noverre, nato a Parigi proprio il 29 aprile 1727.

Ogni anno, il Comitato Internazionale di Danza dell’International Theatre Institute e il Consiglio Esecutivo dell’International Theatre Institute selezionano un’importante personalità della danza, ballerino o coreografo, per scrivere un messaggio, tradotto poi in numerose lingue e condiviso a livello globale. Per l’edizione 2026, l’autrice del messaggio è Crystal Pite, coreografa canadese, ex membro della compagnia del Ballet British Columbia e del Ballett Frankfurt di William Forsythe.

Il messaggio, come dichiara la Pite, è scritto all’inizio del 2026, in un momento in cui la sofferenza del mondo sembra non avere fine. La danza può risultare una risposta superficiale dinanzi alla violenza e all’oppressione. A dire il vero, spesso ha il potere di guarire le menti. Dalla creatività e dal fare danza, infatti, scaturiscono resistenza e speranza tramite atti di coraggio, di curiosità, gentilezza e collaborazione: questa è la prova che l’umanità è qualcosa di più del nostro fallimento globale. Tutti noi esseri umani siamo danzatori: il modo in cui ci muoviamo comunica bisogno, disperazione, gioia… Scolpiamo lo spazio e scriviamo con i nostri corpi in un linguaggio senza parole che viene profondamente compreso.

 

Perché la danza, per citare la coreografa canadese, “è fatta di noi, eppure non ci deve nulla. Ha solo bisogno di abitare un corpo disponibile. Da lì, può tradurre l’ineffabile, agendo da intermediario tra noi e l’ignoto”.

 

 

Gli obiettivi della Giornata Mondiale della Danza sono:

  1. celebrare il valore e l’importanza della forma d’arte della danza, anche per sensibilizzare le istituzioni che non hanno ancora riconosciuto il suo valore per le comunità e per l’individuo;
  2. celebrare l’ingegno e l’espressività creativa di questa disciplina, che con il suo linguaggio comune supera le barriere politiche, culturali ed etniche.

Per l’occasione, vengono organizzati eventi, workshop, flashmob, spettacoli e open day che coinvolgono scuole di danza, teatri, enti culturali e piazze cittadine.

Da oltre 20 anni, in Italia si celebra la Giornata soprattutto grazie a Gabriella Stazio, una delle maggiori protagoniste sulla scena italiana della danza contemporanea. Prima del 2002, la Giornata Mondiale della Danza era conosciuta e festeggiata soltanto all’estero e in poche nazioni. Gabriella Stazio si confronta con il Dance Council UNESCO e con altri coreografi internazionali per promuovere l’International Dance Day anche nel nostro Paese e, partendo da Napoli, crea un format di successo poi replicato e imitato in tante altre città.

Il format si basa su performance, incontri, interviste pubbliche, masterclass, workshop e lezioni per ogni età, livello, tecnica e stile. All’evento sono poi collegate anche varie attività di scouting che coinvolgono giovani da tutta Italia durante tutto il corso dell’anno.

Fin dalle prime edizioni, inoltre, la festa non si limita al 29 aprile, ma dura più giorni e si svolge in più location, dai teatri ai musei, dalle scuole ai centri culturali, nei parchi, nelle piazze e nelle strade.

 

Film sulla danza: alcuni grandi classici

Se siete dei neofiti e avete voglia di muovere i vostri primi passi nel mondo della danza, ecco alcuni film da guardare tutto l’anno o, nello specifico, per celebrare comodamente da casa la Giornata Mondiale della Danza.

Fame - Saranno Famosi (1980)

“Fame – Saranno famosi” presenta in maniera lucida e talvolta spietata l’ambiente dei futuri artisti dello spettacolo. Il regista Alan Parker segue le vicende di alcuni allievi della High School of Performing Art di New York. Nella prima parte il film ha l’andamento del documentario, mentre nella seconda parte la narrazione diventa più spettacolare, seguendo di pari passo la crescita artistica dei personaggi. Questo film è riuscito a rilanciare e ad aggiornare, negli anni Ottanta, il genere del musical.

Fame – Saranno famosi: © Metro-Goldwyn-Mayer (MGM)

Flashdance (1983)

È il film che ha segnato il primo ingresso della break dance nel cinema. Alex (Jennifer Beals) è una saldatrice di giorno e una ballerina in un locale notturno di notte. Sogna di diventare una ballerina classica. Alla fine, grazie all’amore, realizzerà anche il suo desiderio più grande… L’attrice protagonista, nelle parti ballate, ha avuto diverse controfigure: una ginnasta, una ballerina di break dance e pare anche un uomo per il ballo dell’audizione.

Flashdance: © Paramount Pictures

Dirty Dancing (1987)

Film che sottolinea il potere liberatorio della danza. Ambientato negli anni Sessanta, è la storia di una ragazzina timida e impacciata (Jennifer Grey), che durante una vacanza viene a contatto con il mondo degli adulti, ma anche con i nuovi e dirompenti impulsi della musica e del ballo. Al trionfo sociale della ragazza, guidata alla scoperta del suo talento nascosto e represso di ballerina dall’aitante Patrick Swayze, si affianca il riconoscimento finale della “danza proibita” come innocuo e salutare elemento di espressione.

Dirty Dancing: © Vestron Pictures

Billy Elliot (2001)

“Billy Elliot” racconta la storia personale e artistica di un ballerino inglese che ha dovuto attraversare tutte le difficoltà dell’ambiente di provincia. Billy (Jamie Bell), dopo molti scontri con il padre, che inizialmente si oppone alla sua vocazione, viene ammesso alla Royal Ballet School. Questo film è diventato anche un musical teatrale.

Billy Elliot: © Universal Pictures

Save the last dance (2001)

Mentre Sara (Julia Stiles) è al saggio di danza, la madre muore in un incidente. Così, la ragazza abbandona la propria città e la danza per raggiungere il padre a Chicago. Grazie a Derek (Sean Patrick Thomas), fratello della sua nuova amica Chenille, Sara ricomincia a vivere e a danzare e, attraverso l’hip hop, ritorna alla danza classica. La comune passione per il ballo farà nascere l’amore tra i due giovani, che si troveranno a fare i conti non soltanto con le differenze razziali e culturali, ma anche con l’opposizione di amici e parenti.

Save the Last Dance: © Paramount Pictures

New York Academy (2016)

Ruby (Keenan Kampa) è una ballerina classica che ottiene una borsa di studio per un Conservatorio delle arti di Manhattan. Nella metropolitana di New York incontra Johnnie (Nicholas Galitzine), giovane violinista inglese. Uno scontro tra crew di hip hop, nei sotterranei della metro, crea scompiglio: Ruby viene spinta e cade a terra, Johnnie si distrae per aiutarla e viene derubato del suo violino e dei soldi che ha guadagnato. Per salvare la borsa di studio che Ruby rischia di perdere e per permettere a Johnnie di acquistare un visto ed evitare di essere espulso dagli Stati Uniti, i due ragazzi decidono di partecipare a una competizione nella quale un ballerino potrà esibirsi con un musicista d’archi e che assegnerà al vincitore una borsa di studio e un premio in denaro.

New York Academy: © Eagle Pictures / High Strung LLC

Queste sei storie, pur nella loro diversità, sono la dimostrazione che il cinema non ha fatto altro che dare un volto e una voce a quel bisogno primordiale di muoversi.

 

In definitiva, la danza è vita, la vita è danza. La danza è un linguaggio universale che attraversa tutte le frontiere, e il corpo è il suo strumento. Ma per i professionisti o aspiranti tali, cosa significa danzare? Che genere di sensazioni hanno i ballerini quando danzano? Billy Elliot risponderebbe così:

“Non lo so… una bella sensazione… Sto lì, tutto rigido, ma dopo che ho iniziato, allora, dimentico qualunque cosa. E… è come se sparissi. Come se sparissi. Cioè, sento che tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come se… volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Sì, sono elettricità”.

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