Dopo il successo sulla piattaforma Spark Ar degli effetti basati sui ritocchi estetici, il social intende rivedere le sue regole e, intanto, ha sospeso l’approvazione di nuove maschere per il “benessere personale degli utenti”.
Non tutti sanno che Spark Ar, nato come strumento dedicato solo agli sviluppatori ufficiali del social, è diventato alla portata di tutti, permettendo a chiunque di creare filtri in grado di personalizzare la realtà registrata dalle ig stories con sfondi animati, modifiche di proporzioni e accessori. Oltre a queste aggiunte divertenti però, la polemica inizia a sorgere quando questi filtri che “aumentano la realtà”, finiscono col distorcerla, mostrando come sarebbe il proprio volto dopo un intervento di chirurgia plastica.
Quali filtri di Instagram sono stati rimossi?
Uno di questi è il filtro “Plastica”, creato dalla digital designer Teresa Fogolari e usato 200 milioni di volte, che mostra gli effetti sul volto di invasivi interventi di chirurgia estetica. C’è poi “Holy Natural” che applica zigomi in rilievo, labbra a canotto e lentiggini. Un altro si chiama “FixMe” e sovrappone alla propria faccia i tratti di pennarello preoperatori, tipici di un intervento di questo genere. L’autore di quest’ultimo, Daniel Mooney, ha spiegato alla BBC che «FixMe è stato realizzato solo come critica alla chirurgia plastica, per mostrare quanto la procedura sia sgradevole, con tutti quei tratti e quei lividi».
Sappiamo purtroppo che il mondo social è l’incubatore di disordini psicologici che attaccano quei soggetti aventi una bassa o poco sviluppata autostima, portandoli a voler somigliare in tutto e per tutto a quelle bellezze perfette che popolano quel mondo tanto vicino alla realtà, ma che tanti dimenticano non essere reale per niente.
Ricerca della perfezione: problemi psicologici e possibili soluzioni
Il confronto tra il cellulare e lo specchio diventa dunque fonte di disagio per questi soggetti che si ritrovano di fronte a volti puliti e imperfetti che sanno essere non conformi ai modelli, che pensano non piaceranno a nessuno, e cosa c’è di più importante del giudizio altrui? Per loro nulla.
Ecco che aumentano sempre di più i casi di dimorfismo corporeo, un disturbo ossessivo compulsivo che porta i soggetti affetti a focalizzarsi su imperfezioni minime del proprio corpo e cercare in tutti i modi di modificarle, ricorrendo anche a interventi chirurgici estremi – basti pensare ai “Barbie e Ken umani” che hanno fatto della miglioria della propria immagine una ragione di vita –.
Instagram spiega che vogliono che il social network e i filtri siano “un’esperienza positiva” e che elimineranno quelli che sono associati ai ritocchi e alla chirurgia plastica. L’unica cosa che resta da chiedersi è: credete davvero che sia abbastanza? Per utilizzare le parole dello stesso creatore di “FixMe”: «fino a quando alcuni degli account più seguiti su Instagram saranno di persone fortemente migliorate chirurgicamente, rimuovere i filtri chirurgici non cambierà molto le cose».
Fabiana Febbraro
Studentessa di Scienze della Comunicazione, ma comunico solo con citazioni di Friends. Faccio un’ottima interpretazione di Hermione Granger ma la mia bacchetta è una penna.
