Angeli e demoni”: questo il titolo di un’inchiesta che sembra frutto della più perversa immaginazione. Una storia dai contorni inquietanti, una trama a tinte fosche degna del peggior incubo e che man a mano si disvela nelle 277 pagine dell’ordinanza spiccata dal Gip del tribunale di Reggio Emilia Luca Ramponi, che dispone 18 misure cautelari e indaga 27 persone. I capi d’accusa? I reati contestati sono numerosi e vanno dalla frode processuale all’abuso d’ufficio, dai maltrattamenti su minori alle lesioni gravissime, passando per il falso in atto pubblico, la violenza privata, la tentata estorsione, il peculato d’uso.

Ma proviamo a ricostruire le tessere di questo puzzle complicato, scandagliando con ordine.

Tutti i media nazionali si sono infatti affrettati a servire questa succulenta notizia di cronaca nera, limitandosi in alcuni casi a “lanciare” parole chiave che hanno finito per creare ed alimentare sensazionalismo e spettacolarizzazione, senza prestare adeguata attenzione a come i fatti fossero riportati. Vero è che la commistione di cronaca e narrazione politica propria di questo caso (ma non solo) ne acuisce la complessità: tra le persone agli arresti domiciliari, vi è Andrea Carletti, esponente del Partito Democratico nonché sindaco di Bibbiano, comune di Reggio Emilia dove sarebbero state perpetrate indicibili nefandezze su minori volte a strapparli alle loro famiglie per foraggiare un losco giro di affidi; più precisamente, i 18 destinatari delle misure cautelari sono accusati di aver sottratto i minori alle famiglie per darli in affido retribuito a conoscenti. Raggiunta dal provvedimento che dispone gli arresti domiciliari anche la responsabile del servizio sociale integrato dell’Unione di Comuni della Val d’Enza, una coordinatrice del medesimo servizio, un’assistente sociale e due psicoterapeuti della Onlus torinese. Ulteriori otto misure di natura interdittiva (divieto temporaneo di esercitare attività professionali) sono state eseguite a carico di altrettanti dirigenti comunali, operatori socio-sanitari, educatori. Nel registro degli indagati figura, inoltre, Fausto Nicolini, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia.

 

Il dibattito politico si infiamma, Zingaretti replica a Di Maio

Sostanzialmente, alle false relazioni stese per giustificare l’allontanamento dei minori dai nuclei di appartenenza si aggiunge, secondo la posizione accusatoria, l’aggravante che quello che veniva dipinto come un modello istituzionale virtuoso da emulare sul tema della tutela dei minori abusati, altro non era che un illecito business. E proprio ponendo in discussione il modello della rete di servizi sociali della Val D’Enza, Luigi Di Maio ha commentato severamente: “Quello che viene spacciato per un modello nazionale a cui ispirarsi sul tema della tutela dei minori abusati, il modello Emilia proposto dal Pd, si rivela oggi come un sistema da incubo“. Con tali affermazioni il vicepremier ha ascritto il fallimento del modello ad una mala gestione del partito di opposizione. Dal suo canto, il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, pur asprissimo nelle dichiarazioni “schifoso e orribile quanto emerge dall’inchiesta Angeli e Demoni” ha ribadito la sua contrarietà a qualsiasi strumentalizzazione politica.

Eppure, la battaglia fra due opposti schieramenti si è già scatenata, polarizzando l’opinione pubblica e diventando di primo piano rispetto ai gravissimi risvolti dell’oscuro caso, che riecheggia un’inchiesta precedente di 20 anni di Pablo Trincia – “Veleno”.

 

La realtà dei fatti: Sindaco Carletti estraneo al giro di affidi

A rigore, va segnalato che negli ultimi giorni sono state chiarite diverse incongruenze e perplessità: non ci sono stati casi di elettroshock (terapia utilizzata raramente e applicabile a pochi casi), per esempio, e la funzione dell’apparecchio trovato dai carabinieri era stata fraintesa, trattandosi invece di un apparecchio usato nell’ambito della psicoterapia EMDR, una tecnica utilizzata e rispettata dalla comunità scientifica, che permette di mandare ai pazienti stimoli acustici e tattili. Nondimeno, il sindaco Carletti non avrebbe avuto alcun diretto coinvolgimento nel presunto giro di affidi e manipolazioni sui bambini. È stato il capo della procura di Reggio Emilia Marco Mescolini a specificare meglio le accuse contro Carletti: «Risponde solo di abuso d’ufficio e falso. Gli viene contestato di aver violato le norme sull’affidamento dei locali dove si svolgevano le sedute terapeutiche, ma non è coinvolto nei crimini contro i minori».

Senza dubbio, il caso merita ulteriori approfondimenti; non solo, testate giornalistiche, organi di stampa e quanti hanno l’onere di veicolare informazioni necessitano di una chiarezza che sarà possibile ottenere man mano che le indagini si infittiranno e fugheranno altri dubbi, facendo affiorare nuove verità. Fare luce su questo caso è ora la vera priorità, lasciando in secondo ordine questioni politiche o eventuali pruriti cronachistici. Depurare dalle menzogne il racconto di questa già di per sé drammatica vicenda è doveroso: lo si deve a quei minori, alle loro famiglie, rispettosamente trincerate dietro il silenzio e la pazienza con cui – con l’auspicabile aiuto e solidarietà del resto della comunità locale – dovranno ricucire le sanguinanti ferite che questa storia ha lasciato loro.

 

Elena Sofia Venezia

Laureanda in Consulenza & Management Strategico, appassionata di media, cinema, arte. I miei maggiori focus d’interesse sono le differenze culturali e l’empowerment femminile. Inguaribile umanista, non mi convertirete mai a pensare binario!

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