Standing ovation, con 151 voti a favore per la proposta di legge della prima firmataria Liliana Segre, Senatrice a vita, testimone dell’orrore dei campi di sterminio e destinataria, ogni giorno, di circa 200 insulti a sfondo antisemita.

Ma il numero che deve far riflettere è un altro: 98 astenuti, 98 senatori che hanno scelto di mettere le ragioni politiche davanti alla memoria della Shoah e al destino, non soltanto culturale e civile, di un Paese intero. Come ci si può astenere dal votare per un’iniziativa così importante come questa? Perché mettere in primo piano il proprio orientamento politico invece di lottare per un problema intrinseco nel nostro Paese, anzi in tutto il mondo? Queste sono state le prime reazioni sul web non appena diffusasi la notizia.

Il botta e risposta tra Giorgia Meloni e Liliana Segre

A questi punti interrogativi ha risposto Giorgia Meloni – leader di Fratelli d’Italia – con una telefonata a Liliana Segre, in cui ha motivato la sua astensione come difesa del concetto di “famiglia”. Di fronte a tali affermazioni la senatrice Segre si è detta stupita e incredula, soprattutto in virtù della sua esperienza e vita personale – «io difendo così tanto la mia famiglia che sono stata sposata per sessant’anni con lo stesso uomo. Qualcuno mi dovrà spiegare cosa c’entri tutto questo con la Commissione contro l’odio» –.

Poi le smentite e i chiarimenti: «FDI vuole lavorare alla stesura di una mozione, di una commissione che si occupi davvero di combattere razzismo e antisemitismo e che non si occupi di mettere il bavaglio a chi non la pensa come la sinistra». Per Meloni, insomma, si tratta di “censura” nei confronti di parole e visioni diverse. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

La pagina della storia che è stata scritta in questi giorni rimarrà impressa nella mente di molti. Probabilmente, il focus principale della Commisione Segre è stato messo da parte e l’attenzione è ricaduta sul triste numero, 98. Il volersi dissociare da certi atti antisemiti e razzisti è un messaggio che deve passare forte e chiaro, e il non prendere una posizione inevitabilmente fa perdere valore a quella che è una battaglia che va oltre i partiti o le rivalità tra leader. La lotta contro qualsiasi forma di discriminazione e odio deve essere condivisa e combattuta indipendentemente dallo schieramento politico ed è questo quello che viene rivendicato principalmente sul web.

Cosa prevede la “Commissione contro l’Odio”?

La Senatrice Segre ne aveva proposto l’istituzione ben un anno fa, affermando: «Io che sono stata vittima dell’odio dell’Italia fascista sento che, dopo anni, sta ricrescendo una marea di razzismo e di intolleranza che va fermata in ogni modo».

Per questo motivo, il disegno di legge è composto da tre articoli: il primo istituisce la commissione bicamerale di indirizzo e controllo sui «fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo», il secondo specifica i compiti della commissione, ossia regola la raccolta dei dati e la loro periodica pubblicazione, mentre il terzo riguarda il funzionamento della commissione.

Filippo Varlese

Studente di Scienze Della Comunicazione, appassionato di cinema, poesia e arte. Mi piace scrivere perché credo sia il modo migliore per esprimere se stessi.

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