Le elezioni studentesche hanno avuto termine, sono stati giorni intensi ma a questo punto non ci resta che dare i numeri di quella che è passata alla storia come la prima elezione studentesca telematica di UNISA.
Gli studenti aventi diritto al voto sull’intero Ateneo erano 36065, mentre i votanti per l’organo del Nucleo di Valutazione sono stati 19837 (55%), con una rimanente parte di schede bianche per un totale di 1158 (3%).
Per quanto riguarda i dati pervenuti sul Senato Accademico, per il Polo Umanistico gli studenti aventi diritto al voto erano 21353, mentre i votanti sono stati 12523 (59%), con una rimanente parte di schede bianche per un totale di 276 (1.3%). Sul Polo Scientifico, invece, gli aventi diritto al voto erano 14711, mentre i votanti sono stati 9236 (62%), con una rimanente parte di schede bianche per un totale di 235 (1.6%).
Riavvolgendo il tempo ci rendiamo conto di come queste elezioni abbiano portato più affluenza (+14% di votanti dall’elezione 2017) e la mancanza di schede nulle rispetto a quelle degli anni passati. Questi dati sono molto importanti perché ci permetteranno, in futuro, di scegliere il metodo migliore da adottare, soprattutto durante una pandemia (si spera di no).
Elezioni UNISA: il punto di vista degli studenti
Sebbene ci si augura che il futuro riservi per gli studenti universitari (e non solo) prospettive più rosee, la fase attuale ha imposto una votazione telematica, con annessi pregi e difetti. La componente studentesca ha infatti sottolineato ogni aspetto di questa tornata elettorale, tanto innovativa quanto impossibile da prevedere. Detto della grande affluenza, c’è da evidenziare e riportare anche le lamentele giunte dagli elettori, intenti a criticare e condannare ogni tipo di irregolarità e richiesta fuori luogo – come è giusto che sia.
Su tutte, l’irritazione dell’intera comunità salernitana parte dall’insistenza con cui candidati e non, di una o dell’altra fazione, hanno cercato di ottenere l’appoggio dell’elettorato. Critiche maggiori sono arrivate per chi, senza avere particolare rispetto degli interlocutori, ha avviato una serie di telefonate personali agli studenti dei vari corsi di laurea. Altrettanto è accaduto però anche con chi ha contattato sulle varie piattaforme social i propri elettori, incentivandoli al voto verso sé stessi o terze persone.
La campagna elettorale è risultata essere molto invasiva per gli studenti, infastiditi dai continui messaggi di persone più o meno conosciute – specie per le matricole, che di fatto non hanno avuto modo di poter vedere né l’Università né i rappresentanti stessi.
Elezioni UNISA: il punto di vista delle Associazioni
Giusto riportare le sensazioni degli elettori, altrettanto corretto è dare modo alle associazioni di giustificare e motivare le proprie scelte e azioni. In questo caso specifico nessuno nega l’invadenza di questa modalità di voto, ma ci sono anche altri aspetti da considerare.
Sicuramente, come già detto, il contesto non dava altre alternative se non quella di provare a rintracciare i propri contatti, tappezzando i social di locandine e messaggi propagandistici. I candidati stessi hanno vissuto questo momento elettorale con non poca difficoltà, sentendosi anche in imbarazzo nel dover scrivere a persone nemmeno mai viste prima.
Tuttavia, erano passaggi impossibili da evitare se si puntava ad avere un risultato elettorale che gratificasse gli sforzi fatti nei tre anni precedenti. Ogni candidato ha portato avanti la sua causa con orgoglio e impegno, e ha fatto tutto il possibile per riuscire ad ottenere la legittimazione da parte dei propri colleghi, solo per continuare a ricoprire un ruolo importante nella governance di Ateneo o del singolo Consiglio Didattico. Uno sforzo, seppur molto invasivo, con il solo scopo di aiutare la classe studentesca.
Incentivare al voto era necessario per far capire che – anche e soprattutto durante una pandemia – i rappresentanti e le associazioni sono indispensabili per fare da intermediari con docenti e istituzioni, per continuare a dare delle indicazioni agli studenti più disorientati, per sorreggere i concetti fondamentali della rappresentanza studentesca, mai banale e sempre imprescindibile.
Non c’era altro modo, sebbene questo si sarebbe potuto gestire molto meglio. L’inesperienza ha sicuramente giocato un ruolo chiave in questo senso, ma tutti noi ci auguriamo che al prossimo appuntamento elettorale si possa tornare ad immaginare un maggiore coinvolgimento della classe studentesca, desiderosa di riappropriarsi del diretto contatto con le associazioni e tutto il mondo universitario.
