La sessione invernale è ormai alle porte. Per molti è la prima sessione d’esami mai affrontata prima: ansia e timore si fanno sentire. Dovranno essere messi in atto tutte le nozioni e gli insegnamenti appresi durante le lezioni che, quest’anno, sono state diverse dal solito. La didattica a distanza regna sovrana da qualche mese e la stanchezza che la accompagna si sta facendo sentire. Come mai siamo più stanchi dopo due ore di lezione rispetto alla didattica frontale? Lo stress risparmiato nel trasporto si insinua anche in questo tipo di lezioni. Quali sono i motivi?
Spazio e mimica
Primo fra tutti, la percezione dello spazio. E’ importante per la nostra mente assegnare dei valori allo spazio che ci circonda. Il più delle volte i corsi vengono seguiti nella propria camera, luogo destinato al riposo e non al contatto con un’intera aula. Altra causa di stanchezza è la percezione della mimica del corpo. Difatti, non sono visibili sempre tutti i volti dei colleghi di corso e il corpo del docente. Noi essere umani siamo abituati ad assegnare un valore alle movenze del corpo e del viso per orientarci; ciò è difficile e in alcuni casi impossibile da fare attraverso uno schermo.
Matricole: pioniere in questa sessione invernale
Tutto ciò sarà ricollocabile anche alla sessione invernale. Gli esami saranno svolti nelle nostre camere, nei luoghi che per molti rappresentano il posto sicuro. E’ nel posto sicuro che sarà vissuta l’ansia dello studio e quella dell’attesa del proprio turno. Tutto ciò disorienta molto la nostra mente. Pertanto, è importante considerare tutti i disagi che porterà con sè questa sessione invernale, soprattutto alle matricole: non siate troppo dure con voi stesse. Qualunque siano gli esiti, mettetecela tutta e non dimenticate che siete i pionieri di un’epoca pandemica. Per questa sessione invernale ricordate: più autoindulgenza e meno intransigenza. In bocca al lupo a tutti/e ragazzi/e!
Andreana Balsamo
Sono laureanda in chimica e giornalista (a breve). La conoscenza in tutte le sue forme mi appassiona da sempre. I libri e l’arte sono fra i miei interessi principali. La scrittura è un altro cardine attorno cui ruota la mia vita. La forma letteraria con cui sento maggiore libertà di espressione è la poesia; ho racchiuso parte delle mie composizioni in due libri di poesie, “Una finestra sul lago” e “Sussurri di vita”.
