Goya: El sueño de la razón produce monstruos

Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828) è stato un pittore e incisore spagnolo. Considerato il pioniere dell’arte moderna, è stato uno dei più grandi pittori spagnoli vissuti tra la fine del XVIII secolo e dell’inizio del XIX. I suoi dipinti, i suoi disegni e le sue incisioni riflettevano gli sconvolgimenti storici in corso e influenzarono i più importanti pittori coevi e del secolo successivo. Goya ha una posizione unica nella storia dell’arte occidentale, l’immaginazione e l’emozione sono caratteristiche che si riflettono soprattutto nelle sue opere. Era un astuto osservatore del mondo che lo circondava. I suoi quadri tardivi sono tra i più oscuri e misteriosi della sua vita. È stato proprio in questo periodo che ha iniziato a decorare le pareti del soggiorno e della sala da pranzo con colori scuri e con soggetti inquietanti e angoscianti che sembravano essere emersi dai suoi peggiori incubi.  Queste opere, realizzate in olio direttamente sull’intonaco, sono state ribattezzate Pinturas Negras o “Black Paintings”.  Le opere sono piene di immagini di violenza, disperazione, malvagità e desiderio.  Queste sono le espressioni pessimistiche di un artista anziano, sordo, disilluso dalla società e alle prese con sé stesso. Il suo lavoro costituisce un ponte tra gli antichi maestri e i grandi artisti moderni, profetizzando l’espressionismo e il surrealismo. Nei “dipinti neri”, Goya ha usato grottesche immagini per illustrare i suoi argomenti.  Streghe, demoni e folletti sono metafore di violenza, ignoranza, superstizione cieca.  “El sueño de la razón produce monstruos” (il sonno della ragione genera mostri), ha scritto sotto una delle immagini più emblematiche.

Il mostro che sussurrò all’Ego: “Two Old Men”

Uno dei suoi Black Paintings è “Two Old Men“.

“Two Old Men”, 1819-1823, Museo del Prado, Madrid

In questo lavoro la figura primaria si trova al centro della composizione che domina il primo piano; l’uomo è leggermente ingobbito con un’espressione pensierosa sul volto. La sua lunga barba grigia è incorniciata dalle sue braccia che poggiano facilmente su un bastone da pastore. Accanto a lui c’è una figura altamente caricaturale il cui volto appare animalesco o simile a un cadavere. Questa figura sembra gridare all’orecchio del suo compagno, il che potrebbe essere un’allusione alla sordità di Goya. La figura raccapricciante che sussurra all’orecchio del vecchio potrebbe essere paragonato ad un mostro presente nella mente del pittore. Questa figura scura fornisce una presenza mostruosa all’interno della composizione che sembra suggerire una forte connotazione negativa. Forse la figura animalesca fornisce un commento sulle paure della follia dell’artista, un argomento che aveva precedentemente esplorato diverse volte durante la sua carriera artistica. Tutta la serie di “dipinti neri” descrive vari livelli di immagini oscure, mantenendo un’atmosfera sinistra. I dipinti neri non erano pensati per essere visti da nessuno tranne che dall’artista. Erano un’espressione piuttosto personale di un artista che ha visto molto nella sua vita.

Al di là del quadro: luci e ombre dell’essere umano

Dal dipinto si evince l’instabilità mentale di Goya, un uomo tormentato dai mille avvenimenti della sua vita. In chi lo guarda si insedia un senso di angoscia e di consapevolezza dell’oscurità della mente umana. Questo quadro diventa punto di partenza di numerose domande. Cosa si nasconde nel nostro “Ego” più profondo? Anche noi “sani” siamo, in fondo, dominati da mostri che ci alienano la mente? È forse un bene essere pazzo per poter far uscire questi mostri e sentirci più liberi? Credo sia d’obbligo saper distinguere il vero dal falso, il giusto dallo sbagliato, il bianco dal nero quando si è un artista. Spesso però, questa distinzione è così sottile da essere quasi impercettibile ed è per questo motivo che l’artista impazzisce. Egli cerca di sfuggire da ciò che si crede sia la realtà e lo fa disegnandone una propria, che rispecchi al meglio i canoni di chi la crea. Credo, a questo punto, che Goya abbia trovato nei suoi disegni la dimensione della sua realtà, fatta da mostri e creature raccapriccianti e deplorevoli che giacciono in ognuno di noi. Lui è riuscito a scappare dall’oblio, dalla menzogna in cui ci butta la nostra ragione. Tu ne saresti capace o impazziresti?

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