“Change is coming”: così twitta la 16enne Greta Thunberg sui suoi profili social dopo il clamoroso successo del Friday For Future dello scorso venerdì. Milioni sono infatti i ragazzi scesi nelle piazze di tutto il mondo per manifestare in favore della lotta all’inquinamento, consci del fatto che “There is not a Planet B” quando si parla di cambiamento climatico e catastrofi ambientali.

Il terzo Sciopero Globale per il Clima sostenuto dalla giovane ambientalista svedese ha dunque avuto un impatto a dir poco imponente, sia a livello mediatico – in tutto il mondo è diventato il principale tema di discussione – sia concretamente sul territorio.

L’obiettivo principale è sempre stato la sensibilizzazione delle masse riguardo ad un tema scottante, su cui da decenni gli scienziati provano a sollecitare l’opinione pubblica, ma che non aveva mai raggiunto questi livelli di efficacia.

Stavolta, a quanto pare, il cambiamento sembra essere davvero in atto. Perché? Semplice. Il Friday For Future non è dibattuto solo nei talk show, ma, come è successo, è argomento di discussione anche nelle maggiori assemblee politiche del mondo, oltre ad essere poi concretizzato dalla protesta di milioni di cittadini, europei e non.

C’è poi chi ritiene che protestare sia fine a sé stesso, ma non è il caso del FFF. Fin quando si parla di temi di piccolo raggio è così, perché a quel punto la sensibilizzazione sull’argomento specifico dipende dalla responsabilità civica di quel piccolo collettivo. In questo caso, però, trattandosi di un coinvolgimento di ampia portata, la salvaguardia dell’ambiente non può restare una semplice utopia. La maggior parte dei governi mondiali infatti, vuoi per reale convinzione, vuoi per interessi meramente propagandistici, si sta mobilitando in senso favorevole all’iniziativa aprendo alle politiche ambientali ed ecosostenibili.

Il FFF in Italia: la nascita di piccoli collettivi locali

L’Italia specialmente si è contraddistinta per il coinvolgimento in questa iniziativa della maggior parte delle città italiane, tra cui Roma, Milano, Torino, Napoli, Salerno, che hanno visto i cortei di centinaia di migliaia di persone.

E la sensibilizzazione si manifesta anche nei piccoli comuni: il FFF infatti non si sta imponendo solo a livello mondiale o nazionale, ma anche nelle realtà locali. La Campania ha infatti raccolto l’adesione di tutti i piccoli collettivi di sostegno, oltre che di tutti gli studenti. Tra questi, nell’ultimo periodo stanno prendendo forma i gruppi di Napoli, Salerno, Caserta, ma anche di Mercato San Severino e Scafati.

Rossella Falco, membro del collettivo di M. San Severino, ha infatti rivelato di aver sostenuto l’iniziativa perché “è necessario declinare sui territori l’opposizione a ogni tipo di devastazione ambientale” – continua – “Fridays for Future è il percorso di messa in comune delle varie assemblee locali, accumunate dall’obiettivo di pensare un sistema di sviluppo sostenibile. La transizione ecologica deve essere attuata utilizzando come principio la giustizia climatica”.

In questo senso, i comuni che aderiscono all’iniziativa hanno il dovere di approvare la Dichiarazione di Emergenza Climatica, che secondo Falco “costituisce una presa di responsabilità da parte dell’ente comunale; dichiarare l’emergenza significa rendere le persone consapevoli che la crisi climatica non è una semplice questione ambientalista”.

Chiaramente però si tratta di gruppi in continua evoluzione dato che la presa di coscienza generale fa sì che ai vari collettivi locali si avvicinino sempre più persone. Dal canto loro, il gruppo di M. San Severino “a livello territoriale sta organizzando delle assemblee che permetteranno di parlare di questa emergenza e di condividere esperienze e conoscenze”. Rossella Falco e gli altri volontari “continueranno a organizzare clean up, un’azione che riesce a stimolare la coscienza collettiva e a far comprendere che bisogna prendersi cura in prima persona di ciò che ci circonda”.

Simone Salsano


Studente di Scienze della Comunicazione e Impresa, Giornalista Pubblicista dal giugno 2018. Amante dello sport, con un particolare interesse per i fenomeni di natura socio-culturale.

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