Gli Italiani che desiderano uno “statista potente” sono in aumento anno dopo anno.

Il sistema politico mondiale cambia continuamente al passo con gli eventi storici: oggi il metodo della democrazia è garantito non solo dagli ordinamenti statali, ma anche da Statuti e leggi Nazionali e Internazionali (i principi costituzionali in Italia e i patti dell’Unione Europea, per intenderci con qualche esempio). Questa concezione spesso non va molto d’accordo con il concetto di “continuità”: semplicemente se in passato eravamo abituati ai lunghi regni o a gestioni di uno Stato che superassero spesso i 10 anni, oggi tutto ciò è difficile da trovare nei Paesi occidentali, mentre si riscontra più facilmente in quelli in via di sviluppo: ci si può chiedere cosa spinga ad apprezzare un sistema di un soggetto che ha più potere decisionale rispetto alla separazione dei poteri propria di uno Stato di diritto.

IERI: LE PREMESSE PER DESIDERARE UN leader forte

Principalmente l’uomo forte viene osannato negli Stati in difficoltà a cui serve un rinnovamento morale, politico ed economico: non è un caso che laddove ci sia una debolezza della classe politica, causata dalla corruzione, dal mal governo, soprattutto dalle poche certezze (tanti governi che si susseguono in pochi anni senza dare risultati) troviamo la “massa” che cerca in una figura di spicco colui che possa riportare ordine. Ciò avvenne dopo la Grande Guerra, quando le Nazioni che subirono penalizzazioni dopo il trattato di pace di Versailles crollarono nel dopoguerra (la Germania ebbe un tracollo economico che non ha molti precedenti). Questa situazione provocò rivendicazioni nazionaliste contro le gli Stati vincitori che avevano imposto le condizioni di pace; in Italia ad esempio, la retorica d’annunziana della “vittoria mutilata” portò all’occupazione della città di Fiume, azione questa che spinse ex veterani, reduci, patrioti a farsi guidare dal poeta Vate prima e da Benito Mussolini dopo.

OGGI: IL FENOMENO ITALIANO DOPO IL SUCCESSO DI PUTIN E TRUMP

La Russia, dal 1999, dopo le difficoltà legate alla dissoluzione dell’URSS, fa affidamento sulla figura di Vladimir Putin, statista amato e odiato che, tuttavia, con i suoi ministri ha reso di nuovo la nazione una superpotenza.

I cittadini USA nel 2016 hanno votato Donald Trump come Presidente, dopo che la buona gestione di Obama ha lasciato però allo stesso tempo delle gravi flessioni economiche, il che ha indotto il popolo a preferire un leader che si è spesso rivolto in modo deciso e duro, alcune volte anche opinabile: è l’ennesimo passaggio di scettro di questo tipo nel mondo.

Dopo queste elezioni, in Italia si è visto un incremento della percentuale di Italiani che desiderano al Governo un uomo forte: a Novembre 2016 si parlava dell’80% degli elettori, secondo il sondaggio di Demos per il giornale “La Repubblica”. L’Italia registra da decenni deficit, problemi economici e produttivi e i governi che si sono susseguiti negli ultimi 15 anni sono aumentati non seguendo quasi mai i 5 anni di Legislatura e i nuovi sentimenti del popolo sono diretti verso una destra che propone, almeno a parole, la guida di un Leader forte che vuole in un certo senso accentrare il potere.

DOMANI: ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI

Dal punto di vista pratico, gli effetti di un governo decentrato che nel corso di pochi decenni vede il susseguirsi di esecutivi spesso di orientamento politico opposto sono meno immediati e ci vogliono molte volte il doppio degli anni per vedere i risultati. Un uomo forte che prende in mano le redini del governo può dare in poco tempo effetti molto importanti, anche perché non tende a farsi condizionare dalle leggi internazionali, bensì contribuisce sviluppandole per primo in base ad una crescita per il proprio paese. I miglioramenti più tangibili possono essere quelli rivolti al popolo (per questo si parla attualmente di populismo) e alcuni sistemi politici, anche per propaganda, vogliono proporre un grande miglioramento delle gestioni delle città, delle vie di comunicazione, la creazione di opere pubbliche che oggi soprattutto in Italia vengono solo proposte, mai attuate del tutto, spesso perché la troppa burocrazia e la corruzione dilagano. Il governo dell’uomo forte può provocare un benessere immediato per la Nazione che spesso può avere un ruolo primario nello scacchiere internazionale.

D’altra parte però, non è tutto oro quel che luccica. Riprendendo Machiavelli, infatti, il leader forte è anche quello che spesso ha molti nemici e oppositori (nel caso non esistano i mandati o nel caso di successione maldigerita), quindi può essere portato all’uso della forza e della violenza, eliminando ogni fondamento di libertà, in barba ai diritti umani, sfociando in regimi o totalitarismi violenti e spesso, così, la sua fine non è dignitosa.

Danilo Stanco

Studente di Lettere di spirito Umanistico, con passione per la Storia e interessi per la Politica, comprese le materie ad essa collegate.

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