Avete presente le favole che ci raccontano da bambini? Quelle con un feroce drago e una principessa da salvare? Questa è esattamente una di quelle storie, ma è anche quella che dà vita alla celebrazione di Sant Jordi, santo patrono della Catalogna e protettore degli innamorati.
La Celebrazione di Sant Jordi
La leggenda narra di un drago che arrivò nella città di Montblanc e cominciò a fare stragi distruggendo gli edifici e uccidendo la gente del paese. I cittadini allora, pur di tenere a bada il temibile drago, decisero di offrirgli ogni giorno un cittadino in pasto. Un giorno, la sorte volle che fosse la principessa a dover essere offerta all’animale. Proprio in quel momento passò di lì un cavaliere, Jordi, che sguainò la sua spada e trafisse il drago, portando così in salvo la principessa. Il sangue del drago, ormai inerme, cadde sul terreno e da esso nacque un enorme roseto, il più rigoglioso e carminio che si fosse mai visto. Jordi raccolse una rosa e la donò alla principessa in segno di affetto. Da allora ogni 23 Aprile le strade della Catalogna si riempiono di rose rosse da regalare ai propri cari.
Ispirato da questa storia, Antoni Gaudì creò a Barcellona la Casa Battló, una delle sue opere più famose che nel 2005 è anche diventata patrimonio dell’UNESCO. È un edificio costituito da sei piani, il tetto variopinto è il particolare che più cattura l’attenzione e ricorda la pelle del drago fatta di squame dai mille colori. Tutti i balconi hanno una forma ambigua, simile alla parte superiore di un teschio umano, i teschi delle persone uccise dal drago. Un altro dettaglio che ricorda le vittime è dato dalle colonne a forma di ossa. Il balcone posto più in alto, il più particolare, ha l’aspetto di una rosa, quella regalata alla principessa. Mentre in cima all’edificio si erge la croce di Sant Jordi, massiccia e posta più in alto possibile così da rappresentare la sottomissione del drago all’animo puro del Santo.
La Giornata Mondiale del libro
Il 23 aprile si celebra, inoltre, la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, il giorno non è per nulla casuale. Il 23 Aprile 1616 è la data di morte di tre grandi pilastri della letteratura mondiale: William Shakespeare, Miguel de Cervantes e Garcilaso El Inca De la Vega. I primi, due dei più grandi autori della letteratura europea; Shakespeare, artista a tutto tondo con opere diventate famosissime tra teatro e poetica, Cervantes, autore del Don Chisciotte, opera in lingua spagnola più influente di tutti i tempi. Per quanto riguarda De la Vega, invece, tramite le sue opere ha raccontato la storia del popolo Inca nel suo paese natale, il Perù, e in tutta l’America Latina.
Più avanti si scoprirà che in realtà la data del 23 Aprile risale alla sepoltura di Cervantes, non alla sua morte. Lo stesso vale per Shakespeare che seguendo il calendario giuliano, e non il gregoriano, morirà qualche settimana più tardi, probabilmente il 3 Maggio. Fatto sta che però ad oggi questo periodo è fondamentale per ricordare tre uomini che hanno fatto la storia della letteratura occidentale. Tre uomini che hanno portato sia innovazioni nel mondo letterario che nella visione di quello reale.
Da una celebrazione internazionale nata dall’amore per tre autori famosissimi a una cattolica nata dall’amore per una principessa c’è di mezzo una sola data, il 23 Aprile, giorno che racchiude in sé l’indole sognatrice degli inguaribili romantici.
