Origini

Tarquinia fu riconosciuta come una delle città più ricche presenti sulla penisola italiana durante la monarchia romana.
Situata in Etruria, uno stato formato da vari centri abitati sparsi lungo un vasto territorio (corrisponde all’attuale Toscana, Umbria e Lazio).
Tarquinia distava solo dieci km dalla costa del Mar Tirreno e posizionata sulla valle del fiume Marta. Ora quest’ultima è solo un piccolo fiume, ma secoli fa era addirittura navigabile.
La città fu fondata dagli etruschi, un popolo proveniente dall’Asia Minore stanziatosi in Italia intorno al VIII secolo a.C.
Il successivo contatto con il mondo greco permise la fondazione di una colonia marittima; dando modo di creare una rete commerciale tra il mondo etrusco è quello ellenico.

Nel corso dell’VIII secolo a.C. l’influsso orientale trasformò la struttura urbana di Tarquinia: da una città composta da sole capanne, si passò ad una cinta da fitte mura.

Nel II secolo a.C, dopo diversi scontri tra la lega etrusca e Roma, Tarquinia venne conquistata. Lungo la costa, i romani vi costruiscono il porto di Gravisca e all’inizio del primo secolo divenne provincia romana.

Nel tardo Impero Romano una crisi economica e politica portò Tarquinia a chiedere aiuto alla vicina Corneto. L’intervento attuato fu vano; il degrado dilagava ovunque: il popolo fu costretto a trasferirsi e a trapiantare la cattedra episcopale nella città alleata.

La città fu quindi abbandonata a se stessa e lungo la storia si persero le testimonianze della sua esistenza.
Nelle epoche a venire quello stesso luogo prese il nome di Corneto, e le rovine dimenticate che la circondavano rimasero tali per molto tempo.
Solo intorno all 1900 la situazione cominciò a cambiare: nel 1872 la città fu prima nominata Tarquinia-Corneto; in seguito, con l’inizio degli scavi nel 1909, ritornò ad essere unicamente Tarquinia.

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