Situato nel cuore della nostra bella Italia, il Lazio è un baule pieno di storia e cultura. Bagnato dalle acque del Mar Tirreno, attraversato dal grande Tevere, è caratterizzato da un territorio collinare, con luoghi di straordinaria bellezza nascosti anche nei centri urbani.
A conferma della sua fama di “Culla della Civilità Occidentale” questa regione offre una vastità di monumenti, vie antiche e pagine leggendarie che incuriosiscono tutti i suoi turisti.
Esempio banale, tuttavia intramontabile, è la meravigliosa Città Eterna: Roma.
La nostra capitale è considerata una delle più belle città del mondo: il suo centro storico, insieme alle proprietà extraterritoriali della Santa Sede e alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura, è tra i 55 siti italiani inseriti dall’Unesco nella World Heritage List. Le Mura Aureliane e le Mura Gianicolensi racchiudono il fulcro culturale di interesse. Visitando i suoi numerosi monumenti come il Colosseo, simbolo indiscusso di Roma, l’Arco di Costantino o il Foro Romano, sembra di ritrovarsi nello splendore di un’era passata, ma girando l’angolo, osservando la Fontana di Trevi e passeggiando tra le sue meravigliose piazze come Piazza Navona o Piazza di Spagna, ci si ritrova catapultati di nuovo in un presente ricco di cultura e cinematografia.
La bellezza del passato, tuttavia, lascia dietro di sé una inevitabile scia misteriosa, facendo diventare Roma capitale anche delle curiosità e dei miti.
Una leggenda narra di una porta magica a piazza Vittorio Emanuele, una vasta piazza porticata, la più grande di Roma, costruita all’indomani dell’Unità d’Italia, tra il 1882 ed il 1887. Questa, unica superstite tra le cinque porte di Villa Palombara, viene descritta come una delle testimonianze alchemiche più importanti del mondo.
Si presenta sovrastata da un disco marmoreo sul cui bordo sono incise le seguenti parole: “TRIA SUNT MIRABILIA DEUS ET HOMO MATER ET VIRGO TRINUS ET UNUS”, un’esplicita dichiarazione di fede cristiana che significa “Tre sono le meraviglie: Dio e Uomo, Madre e Vergine, Trino e Uno”. All’interno di questo disco si trova il Sigillo di Salomone, la Stella di Davide, che in alchimia, in quanto unione tra fuoco e acqua, simboleggia l’equilibrio cosmico. Sovrapposto al sigillo vi è la croce dei 4 elementi a sua volta impressa in un cerchio che, contornato da una scritta, nasconde l’oculus, il simbolo alchemico del Sole e dell’Oro. Sugli stipiti, infine, vi sono sei iscrizioni situate sotto altrettanti segni dei Pianeti, associati ai corrispondenti metalli.
La Porta Alchemica è stata edificata nella seconda metà del Seicento dal Marchese di Pietraforte, Massimiliano Palombara, personaggio eccentrico e grande appassionato di alchimia ed esoterismo.
La leggenda narra di un pellegrino che venne ospitato per una notte presso Villa Palombara, il suo nome era Francesco Giuseppe Borri, noto alchimista. Si racconta che l’uomo avesse giurato di saper trasformare la pietra in oro: un’impresa difficile in cui tanti si erano cimentati e in tanti avevano fallito.
Lo straniero fu visto scomparire attraverso la Porta Alchemica lasciando dietro di sé una raccolta di fogli colma di enigmi e simboli magici riconducibili al segreto della pietra filosofale e alcune pagliuzze d’oro, simbolo di una riuscita trasmutazione. Il marchese da quel momento cercò di interpretare ciò che il pellegrino aveva lasciato, ma senza ottenere alcun risultato. Chiamò alla sua corte alchimisti, maghi, studiosi esoterici, con lo scopo di far decifrare loro la formula per trasformare la pietra in oro.
Dopo anni, deluso e amareggiato dagli scarsi risultati, decise di incidere i simboli e le scritte su gli stipiti e sull’architrave delle cinque porte, con la speranza che, un giorno, qualcuno potesse decifrarlo.
Secondo alcune coincidenze storiche si è ipotizzato che il manoscritto del pellegrino in realtà potesse essere il Manoscritto Voynich, “il libro più misterioso del mondo”.
“Dopo ave’ visitato Roma, ‘a città eterna e ‘a sua intramontabbile bellezza ce spostamo nee vaste tere daa Abruzzo”
Antonella Trivigno e Chiara Pirone
