L’Abruzzo, regione nota per i suoi parchi nazionali e l’azzurro dei sui mari, è una terra ricca di sapori autentici, tradizioni e di flora e fauna capace di creare un equilibrio perfetto tra storia e natura. I suoi parchi nazionali ospitano alcuni degli esemplari animali più maestosi come l’orso bruno marsicano, il lupo Appenninico, il camoscio d’Abruzzo, il cervo e il gatto selvatico e nei suoi cieli volteggia la nobile Aquila reale.

Oltre le numerose aree faunistiche, riconosciute a livello nazionale, la regione vanta magnifici luoghi ricchi di storia e altrettanti luoghi legati al culto, tra i tanti Chieti, Lanciano, Teramo e Civitella del Tronto. Una regione che sa stupire su svariati fronti, è infatti anche protagonista di molti soggiorni durante la stagione invernale dovuti ai suoi tanti e funzionali stabilimenti sciistici.

Particolare è anche la sua tradizione culinaria che è legata al culto della pesca e dei tanti pescatori che ancora oggi fanno delle coste abruzzesi il loro lavoro e la loro passione. È proprio all’ambito del mare e della pesca che è legata un’antica tradizione abruzzese che ancora oggi affolla le coste di questa magnifica regione. Si tratta dei “Trabocchi”, antiche ed affascinanti macchine da pesca, disseminate lungo il litorale della costa abruzzese per un tratto lungo circa 50 chilometri che va da Ortona a Vasto. Tali trabocchi sono la testimonianza di un’antica tradizione che resiste al passare del tempo e sfida la modernità.

La loro origine infatti, anche se incerta, perché tramandata oralmente dalle famiglie dei traboccanti, fa risalire al 1627, le prime apparizioni dei trabocchi in Abruzzo, quando sul territorio arrivarono gruppi di ebrei provenienti dalla Francia e dalla Germania, che, da esperti artigiani e falegnami, inventarono e costruirono queste strutture tenute su pali di legno incastrati tra gli scogli per resistere alle mareggiate. Successivamente, intorno alla fine dell’800, la tecnica costruttiva fu migliorata con il ricorso ad elementi in ferro provenienti dalla vicina costruzione della linea ferroviaria. I legni solitamente utilizzati per la piattaforma e i pali erano quello di castagno, olmo, pino o acacia, facilmente reperibili nelle vicinanze, mentre per le corde si usufruiva della canapa. Una costruzione quindi apparentemente semplice, quella dei Trabocchi, ma figlia di una esperienza secolare di tentativi di contrastare l’incessante azione distruttiva del mare.

Oggigiorno i Trabocchi in attività in Abruzzo sono soltanto 28, ma la regione a partire dal 1994 sta mantenendo il suo impegno nel promuovere e valorizzare questa antica ed affascinante tradizione. Di questi molti sono adibiti alla ristorazione, per garantire non soltanto al cliente il gusto del pesce fresco pescato e portato in tavola, perché ricordiamo che il trabocco ha la primaria funzione di pesca, ma sono in grado anche di regalare una suggestiva esperienza al turista, che resta piacevolmente sorpreso dai sapori e l’atmosfera unica che questa antica tradizione può regalare.

“Da lu mar plen di trabbucc, pij la vej pi la bellezz di li Marc”

Antonella Trivigno e Chiara Pirone

Privacy Preference Center