Avete mai sento parlare dello scandalo della collana? Uno dei casi pre-rivoluzionari più clamorosi della storia francese, che affascina ancora generazioni di storici e che fa da sfondo al romanzo di Brunella Schisa di cui parleremo oggi: “La nemica”.
La narrazione si apre a Parigi, nel giugno del 1786 quando l’urlo di una donna squarcia il silenzio nella piazza: la contessa Jeanne de la Motte, discendente della nobile famiglia dei Valois, viene accusata di furto e lesa maestà per aver imbastito un tranello ai danni della già claudicante monarchia francese. Secondo le accuse la donna, con l’aiuto del cardinale Rohan, avrebbe rubato un collier di diamanti fatto commissionare per la regina Maria Antonietta. Proprio nell’attimo in cui Jeanne sta per essere marchiata a fuoco sul patibolo, posa il suo sguardo su Marcel la Tache, un giovane giornalista attirato dal trambusto della folla. Da quel momento i due destini si incroceranno mentre la storia farà il suo corso.
Brunella Schisa, giornalista di Repubblica, in questo romanzo miscela un giallo storico con il percorso di formazione di un giovane giornalista in un contesto rivoluzionario. Il tessuto storico di questo romanzo è molto solido; l’autrice ha consultato biblioteche ed archivi fra Parigi, Versailles, Londra e Strasburgo al fine di ricostruire al meglio una vicenda di per sé davvero nebulosa. Il mistero della collana ha ispirato svariati libri e film nel corso del tempo. Noto il romanzo di Alexandre Dumas “La collana della regina”, per citarne uno. Molte solo le leggende che ruotano attorno al famoso collier di diamanti composto da seicento pietre che si dice siano ancora oggi custodite in collezioni private di cassaforti europee.
“La nemica” è uno di quei romanzi che non si sofferma sugli intrecci amorosi ma li usa solo come espedienti per raccontare gli avvenimenti storici, narrati nella maniera più fedele possibile. Ad esempio, apprendiamo della prigione femminile “la salpetriere”, un luogo di reclusione regolato ad una particolare gerarchia di favoritismi in cui era necessario avere delle forti influenze politiche dall’esterno o possedere ricchezza per sopravvivere; qui viene rinchiusa la contessa Jeanne dopo essere stata marchiata a fuoco sul patibolo.
Consiglio questo libro a chiunque voglia sapere qualcosa in più del breve periodo che ha segnato la caduta di una delle monarchie più sfarzose d’Europa e di come si svolgeva il giornalismo in quegli anni.
Andreana Balsamo
Andreana Balsamo
Sono laureanda in chimica e giornalista (a breve). La conoscenza in tutte le sue forme mi appassiona da sempre. I libri e l’arte sono fra i miei interessi principali. La scrittura è un altro cardine attorno cui ruota la mia vita. La forma letteraria con cui sento maggiore libertà di espressione è la poesia; ho racchiuso parte delle mie composizioni in due libri di poesie, “Una finestra sul lago” e “Sussurri di vita”.
