Venticinque Aprile, la festa della LIBERAZIONE– liberazióne s. f. [dal lat. liberatio -onis]. – 1. L’atto, il fatto di liberare, di liberarsi o di essere liberato (da una soggezione, da un male, da un vincolo, da un controllo, ecc.).

La data del 25 Aprile rappresenta l’apice del contrattacco militare della Resistenza e l’avvio concreto alla nascita della Repubblica Italiana e successivamente alla promulgazione della Costituzione.
“L’Italia è libera l’Italia risorgerà” citava la prima pagina del giornale “Il Popolo”, giornale del Partito della Democrazia Cristiana.

È scontato affermare che per arrivare a tale giorno, la Resistenza italiana cominciò ben prima del 25 aprile del ’45. La Festa del 25 aprile, durante la quale non si lavora né  si va a scuola è conosciuta anche come “Festa della resistenza”una festività dedicata anche al valore dei partigiani di ogni fronte che, a partire dal 1943, contribuirono alla liberazione del paese. Ad oggi, senza perdere di vista i valori della Costituzione, è necessario che quella stessa resistenza ritorni ad essere il nostro motore.

In un momento storico come il nostro, quando si ha paura a parlare del vero nemico e non si nomina l’antifascismo, perché non si può ammettere di essere parte del problema. In un momento storico in cui non ci si può fidare di chi dovrebbe tenerci al sicuro, perché quando ci alziamo in piedi per i nostri diritti diventano coloro che picchiano brutalmente.
In un momento storico in cui i corpi delle donne, non appartengono piú a loro, ma agli uomini che intervengono al loro posto trattandole come meri involucri.
In un momento storico come questo, in cui l’ironia della sorte è che non parlare di liberazione, è giusto, perché l’Italia non è libera, l’Italia non sta risorgendo, e ció non accadrà fin quando ognuno di noi non sarà legittimato a esprimere sè stesso senza la paura e il timore di non essere tutelato dallo stesso stato in cui vive.
È proprio in questo momento, quando la censura è la quotidianità, che la disobbedienza diventa il nostro obbligo, per ridare dignità e valore a chi in passato ha alzato la voce perché noi oggi potessimo continuare ad urlare.

Non lasciamo che il 25 Aprile sia una giornata come le altre, mettiamo in discussione il nostro operato, guardiamoci intorno e iniziamo a combattere le battaglie per chi non ne ha più le forze. Solo allora, con fierezza, potremmo festeggiare di essere realmente e finalmente liberi.

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