Lo scorso 29 novembre “Chiara Ferragni Unposted”, uno dei film più discussi dell’anno, è approdato su Amazon Prime Video. Ciò ha permesso anche anche a chi non ha potuto procurarsi i biglietti per le date evento nei cinema a inizio settembre, di guardare un altro, ennesimo, squarcio della vita dell’imprenditrice digitale, adesso anche sulle piattaforme “tradizionali”.

Il film parte raccontando la sua ascesa lavorativa, dai primi post, al blog “The Blonde Salade”, a Instagram e infine alla creazione di un proprio brand di abbigliamento, Chiara Ferragni Collection, di cui è amministratrice delegata, che conta ben sei punti vendita in giro per il mondo.

In seguito il film si concentra sulla vita privata, sulle difficoltà che ha affrontato prima della nascita di suo figlio Leone, sul suo matrimonio con il rapper Fedez e sulla sua infanzia piena di sogni e vitalità. Insomma, il resoconto della sua vita a 360 gradi che, a detta di molti, riesce ad ispirare le giovani donne e non solo, nel perseguire i propri sogni.

“La Chiara che” avremmo voluto vedere

Molti, una volta messa fine alla riproduzione del film, può essere che si siano guardati dentro e abbiano detto “da oggi in poi cercherò di fare qualcosa della mia vita!”, perché lascia con il messaggio che se ce l’ha fatta lei, può farcela chiunque.

È chiaramente una possibilità, non una promessa: per diventare Chiara Ferragni bisogna essere nati prima di Chiara Ferragni e aver fatto quello che ha fatto prima di lei. Il suo merito è stato quello di cavalcare l’onda del cambiamento, ancor prima che il mondo si girasse verso il mare ad aspettarla. È stata una pioniera che con i giusti mezzi, il giusto team e tanta fortuna è riuscita a costruire un impero. Crederci non basta e non tutti ce la fanno, ma permettere agli spettatori di sognare non fa poi così male, i suoi fan le sono sicuramente grati.

Ecco, i suoi fan, il pubblico a cui questo film è diretto. La pellicola si rivolge soprattutto a chi già segue Chiara Ferragni, difficile che riesca in qualche modo a far avvicinare chi di lei non mai avuto troppo interesse, anche e soprattutto a causa della scarsa novità dei contenuti. Manca l’“Unposted” della sua vita, le sue vere paure, i suoi veri timori, le sue reali difficoltà, cosa c’è dietro al suo lavoro, cosa fa tutti i giorni in ufficio, com’è la sua faccia struccata e i capelli in disordine.

Non c’è nulla che non si sia già visto nelle sue storie Instagram e il tutto si riassume nella frase che è poi diventata il suo motto, tanto da farsela tatuare sulla mano: “la Chiara che vorrei”. Lei dice di agire come la persona che vorrebbe essere, cerca di diventare la versione migliore di sé e invita noi tutti a fare lo stesso. Sarebbe un messaggio nobile se non fosse che nella sua smania di diventare la migliore versione possibile di se stessa, non dimentichi chi davvero è, con difetti e insicurezze. La “Chiara che vorrei” diventa quasi un’idealizzazione del proprio essere, alza l’asticella delle aspettative, ti mette di fronte a chi vorresti essere ma che non sei. Dovrebbe invece incitare ad abbracciare le proprie debolezze a piacersi per come si è, ma cosa fare quando questo non è abbastanza?

Lei non conosce la risposta a questa domanda perché è soggetta ad una pressione sociale mille volte più grande di tutti noi: deve sempre essere al meglio, deve sempre dire la cosa giusta in ogni momento, non fare gaffe o prendere posizioni politiche e sociali perché tutto quello che si è costruita potrebbe caderle addosso, schiacciandola. Ma è proprio questo quel che avrebbe potuto mostrare: quanto è difficile essere Chiara Ferragni.

Invece tutto ciò non si è visto e non credo lo vedremo mai, “La Chiara che vorrei” non glielo permette.

In fondo però, che la si ami o la si odi, non si può non ammirare la sua tenacia e determinazione e non si può non riconoscere la grandezza di ciò che è riuscita a fare e di come nel mondo, se si parla di moda, si faccia anche il suo nome.

In conclusione, il film è raccomandato a chi non la segue per capirne un po’ di più, mentre, per chi già lo fa, sa già tutto quello che deve sapere.

Fabiana Febbraro

Studentessa di Scienze della Comunicazione, ma comunico solo con citazioni di Friends. Faccio un’ottima interpretazione di Hermione Granger ma la mia bacchetta è una penna.

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