Spesso la stesura di un testo non è così semplice come si potrebbe immaginare. A quanti di voi è mai capitato il classico “blocco dello scrittore”? Una sorta di timore reverenziale per quel foglio così bianco da abbagliarci gli occhi e la mente. A me capitava spesso da bambina (ma ancora oggi!) nella stesura di saggi, temi o di qualunque tipo di componimento libero. Con il tempo ho capito come la paura del foglio bianco si possa superare con due semplici trucchi. Banali all’apparenza ma un valido aiuto per infrangere l’interfaccia penna-foglio.
La lista
Fare una lista aiuta a rompere il ghiaccio con il foglio bianco e prendere visione di tutto ciò che la nostra mente potrebbe elaborare. Questa tecnica è abbastanza antica ma non altrettanto diffusa. Consiste nel fare una lista di tutte le parole a cui la mente rimanda quando pensiamo ad una tematica precisa. É un metodo che si basa sull’elencare concetti che assembleremo in seguito: un po’ come un tetris o uno strano puzzle di pezzi che neanche sapevamo di possedere.
Si può ricorrere alla lista sia quando la tematica da trattare è argomento studiato in precedenza sia nel caso di un componimento libero. Di quanti punti dovrebbe comporsi? Indefiniti! Che siano tre, cinque, dieci o di più non importa. É fondamentale però ragionarci su, il testo poi sembrerà venir fuori da sé.
Frase chiave e buona musica
Un’altra tecnica che può giovare alla stesura di un testo libero consiste nell’utilizzo di una frase chiave. Spesso quando la tematica deve essere scelta dallo scrittore, questi si ritrova a navigare nella propria interiorità alla ricerca di qualcosa. In quei momenti tutto appare inafferrabile e per niente degno di nota. Ed è proprio allora che partire da una frase (o da una citazione) potrebbe esserci d’aiuto.
Trovare l’ispirazione non è sempre facile e fra i cinque sensi l’udito potrebbe aiutare davvero. In particolare l’ascolto di musica classica permetterà alla nostra testa di vagare e al timore del foglio bianco di sciogliersi. Personalmente traggo spesso giovamento dalla musica di Debussy, Einaudi e di tanto in tanto dal jazz. La musica è una fedele compagna di viaggio che permette di non relegare la creatività ad un angolo recondito della nostra mente, aumentando la sensibilità verso il proprio mondo interiore. Se la musica dovesse, invece, aumentare il grado di distrazione in maniera irreversibile allora provate con i suoni della natura. Su YouTube e Spotify esistono intere playlist dedicate al suono della pioggia, a quello delle onde che si infrangono, al cinguettio degli uccelli… sempre che non abitiate in zone dove è possibile sentirli dal vivo, in quel caso siete avvantaggiati.
E ora, al lavoro! Prendete carta e penna e fate nascere universi dalle vostre parole.
Andreana Balsamo
Studentessa di Chimica e aspirante giornalista con la passione per l’arte e la letteratura. I miei principali interessi sono la lettura e la scrittura di racconti, saggi e poesie.
