Pompei e i suoi scavi nell’ultimo decennio hanno fatto notizia per i suoi crolli e quasi mai per il luogo meraviglioso che è, meta turistica e monumento storico tra i più importanti del Sud Italia, insieme ad Ercolano. L’altro ieri 30 gennaio ’17, è crollato un nuovo muro all’interno degli scavi e subito è partita la polemica mediatica. A cedere è stata una paretecedere è stata una parete di muro di una Domus nota come la “Casa del Citarista”. Massimo Osanna, direttore generale della sovrintendenza degli scavi, spiega che è stato un evento “fisiologico” e che quella parete non era esposta al pubblico poiché a causa di un ricorso al T.A.R. i lavori non erano mai partiti.

pompei_colonne_scavi.jpg

Eppure, leggendo gli ultimi sondaggi, la situazione degli scavi non sembra così negativa: dal 2014 a oggi i visitatori sono aumentati del 25% sfondando il tetto dei due milioni. Dopo anni di richieste per un grande intervento finalmente oggi è stato aggiudicato gare per oltre cento milioni di euro, con cinquantanove interventi conclusi, tredici in corso e quattro da avviare. Questa è la testimonianza che qualcosa si è mosso e che forse polemizzare serve a ben poco.

Chi dovrebbe occuparsi della risoluzione di questo problema? Chi dice che su questioni come questa la politica non deve scendere in campo, sbaglia. Probabilmente i nostri politici dovrebbero ripartire proprio dalla valorizzazione dei nostri territori, soprattutto quelli del Mezzogiorno dove la crisi è sentita maggiormente.

visita-scavi-pompei.jpg

Ripartire da qui significherebbe anche smentire quella famosa frase “con la cultura non si mangia”. È necessario che la nostra classe dirigente investa le proprie risorse economiche sui giovani imprenditori che puntano sulla riscoperta del territorio, concentrandosi sulla cultura e sul turismo, mix perfetto per un miglioramento economico, sociale e culturale.

Marilina Di Napoli

 

Privacy Preference Center