Ah l’amour l’amour, ma cos’è l’amore? Da sempre fonte di ispirazione per artisti e semplici uomini su questa terra, definito da molti benzina per far girare il mondo e, probabilmente, solo da me triste e vecchia credenza.
Premessa: è difficile spiegare perché non si crede in una cosa che gli stessi credenti non sanno spiegare.
La visione che sto per esporvi non vuole essere catastrofica o misantropa, è (FORSE) solo un punto di vista oggettivo della nostra realtà. La mancanza di amore non deve essere per forza associata all’assoluta distruzione, alla mancanza di felicità o senso della vita.
Fin da piccoli ci inculcano l’idea di dover vivere nell’amore reciproco con le persone che ci circondano e solo in questo guazzabuglio di amore saremo felici. Forse saremo finalmente felici quando smetteremo di perseguire obbiettivi preposti da altre persone o dalla società e quando il senso della vita avrà il senso che noi vorremo dargli.
Dall’amor proprio all’amore universale ecco una filosofia aspra per i deboli di cuore.
- Tutti i sentimenti sono illusioni che a seconda di tanti fattori possono durare più o meno. Chi parla di per sempre ha una platina davanti agli occhi che si chiama bugia o incapacità di accettare la realtà e non riesce a vedere che la cosa è terminata da un pezzo.
- SiAmO tUtTi EgOiStI qUiNdI aLmEnO l’AmOrE pEr Sé EsIsTe (avrà pensato qualcuno) NO ASSOLUTAMENTE NO. Noi stessi siamo sempre la persona che odiamo e torturiamo di più. Basta aprire Instagram e ci sono spiegati 100 modi per cambiarci e diventare la persona che finalmente possiamo provare a non guardare più con disprezzo. Spoiler: non succederà mai perché, che sia colpa della società, della religione o dei genitori, non ci riterremo mai perfetti allo specchio o negli atteggiamenti, non potremmo mai esserlo e non lo accetteremo mai; non vivremo mai senza rimpianto e non accetteremo mai che certe cose non si possono cambiare. Ci sarà sempre qualcosa su cui rimugineremo che ci affliggerà, dalla fetta di pane in più alla parola in meno. E come disse uno dei BIG: “[gli uomini] in pubblico sono tutti nemici di tutti e in privato ciascuno è nemico di sé stesso” –Platone
- l’amore incondizionato: HAHAHAHAH fatemi solo un esempio di puro amore incondizionato e avrete la mia attenzione signori, anche la psicologia dice che si “ama” per un bisogno di essere “amati” …
- l’amore filiare: che tutti i genitori amino i propri figli è la più grande stronzata che abbia mai sentito. L’amore di una madre o di un padre è spesso dato per scontato come se qualunque cosa tu sia o diventerai loro ti ameranno comunque. No, non è vero: se la persona che diventerai a loro non piacerà, giustamente, l’amore non sarà l’unica cosa a tenervi uniti nonostante tutto. Un legame di parentela non può giustificare l’amore indissolubile, perché se non si va d’accordo a un certo punto si è legati solo dal senso di dovere o di apparire. Infatti, come ogni rapporto, anche quello tra parenti può spezzarsi proprio perché in realtà l’amore non esiste. Poi di esempi, anche se fortunatamente molto meno frequenti, di genitori con pessime condotte non sono difficili da ricercare. Una famiglia “normale” spesso è la copertina di soprusi di ogni tipo, dall’abuso psichico a quello fisico.
- l’amore romantico: noi abbiamo il controllo sulle nostre azioni e ci odiamo, possiamo mai poter amare una persona per il semplice fatto che sia quella persona? Ovviamente no. Non riusciamo a sostenerci per tutta la vita, figurati sostenere altri. Ma in ogni caso, la sensazione o l’illusione di stare benissimo, di essere capiti o di essere il centro del mondo di una persona è momentanea come tutte le altre. Prima o poi tutti si scocciano, o meglio in vostri termini, il sentimento si affievolisce.
A questo punto vi chiederete: “cos’è questa cosa che provo per mia madre o per il mio ragazzo?”
È solo la tua reazione alle azioni. Per farla semplice: tua madre si prende cura di te,
questo comporta l’alzamento della lancetta del tuo livello di illusione. Possiamo calcolare il livello di simpatia con il Simpmetro, strumento da me ancora non brevettato, che attraverso una segreta funzione matematica riesce a calcolare il personale livello di simpatia in relazione alle azioni del soggetto di studio (raffigurato a lato).
Ad esempio, quando tua madre non ti vuole comprare ciccio bello l’asticella si abbassa.
A questo punto la domanda sorge spontanea: se non siamo frutto dell’amore di Dio o dei nostri genitori, cosa siamo? Che senso ha la nostra vita? QUALUNQUE SENSO TU VOGLIA DARLE, nulla di più, nulla di meno: devi solo vivere per ciò che tu credi valga la pena farlo. Vivere non con il senso di vuoto, a cui l’idea di amore può portare, ma vivere con… boh scegli tu.
