La depressione è uno stato in cui nulla ha sapore, odore, nulla ti sembra giusto e tu sei incapace di pensare o di prendere decisioni. Eppure devi ancora andare avanti e fare tutto. E la maggior parte delle volte non ne hai l’energia o il desiderio, ma vai avanti lo stesso.

È come piangere la morte di qualcuno che amavi, te stesso. Quando ti guardi allo specchio vedi solo due occhi morti. Non c’è luce, né gioia, né speranza. Ti domandi come riuscirai ad esistere un giorno ancora.

Questi i malinconici messaggi di persone sofferenti per la depressione.

Prima di dire qualsiasi cosa, forse è giusto specificare che la mente umana è varia e presuppone che ognuno reagisca alle tragedie, alle difficoltà o ai traumi in modo diverso: il più forte che trova altra forza dalle difficoltà, il più debole che sente sulle spalle il peso dei problemi o il più sensibile che si sente colpito dal peggio della vita, anche quando non riguarda strettamente il suo vissuto, e così via.

La depressione è un disturbo psicologico, una malattia, sì, non ci devono essere questioni: la depressione necessita attenzioni e nei casi più gravi una persona al proprio fianco che se ne prenda cura. Può dipendere da fattori inconsci, quindi psicologici, ma anche e soprattutto da fattori ambientali ed esterni. I sintomi possono essere: scarsa autostima, scarsa agitazione, bipolarismo, insonnia, stress cronico, cambiamenti fisici più o meno gravi, tendenza all’isolamento, perdita di motivazioni e atteggiamenti anomali, pensieri o progetti riguardanti il suicidio e il voler scomparire.

Il suicidio, tragico finale sempre più ricorrente

Il suicidio è probabilmente sempre una scelta irrazionale, che sia improvvisa o progettata, infatti è un volere che spesso viene inibito dalle circostanze (non voler fare soffrire i propri cari o anche paura stessa della morte), ma non sempre la razionalità riesce a fermare questi intenti. Tanti sono i casi, forse quasi innumerevoli, di morte per depressione, al punto che, secondo le previsioni, nel 2020 diventerà la seconda causa di morte in Italia, superata solo dai problemi al sistema cardiovascolare. Questo disturbo purtroppo è tutt’altro che regolare, ci sono alti e bassi, ci si può sentire bene per una lunga o breve fase della vita, per poi ricadere in un abisso senza un motivo preciso, da ricondurre all’inconscio, ad eventi dell’infanzia o comunque già passati che possono aver segnato la stabilità psicologica di un soggetto.

Cause e “cure” della depressione

Ogni evento tragico legato a questa malattia è grave e importante allo stesso modo, ma i casi più noti possono essere i suicidi di Chester Bennington e di Chris Cornell: il primo è rimasto segnato dalla violenza sessuale subita durante l’infanzia, il secondo dal divorzio dei genitori in adolescenza – motivo condiviso anche da Kurt Cobain e Layne Stanley. Il suicidio a volte non è diretto, ma si sostituisce la autodistruzione, che può portare appunto alla morte per uso di droghe e alcol, poca cura fisica e pochi controlli medici pure se si è consci di essere malati.

Il divorzio dei genitori è una costante per i soggetti depressi: infatti se una o entrambe delle due figure paterne/materne non sa gestire la situazione, tralascia i bisogni del figlio in una fase delicata della sua vita, provoca in quest’ultimo, per riflesso, uno squilibrio o anche un trauma nella sua mente che si può ripercuotere lungo tutto l’arco vitale del soggetto in questione. Stessa cosa per una violenza, ma anche per questioni lavorative/di stress; sono tante le cause che possono portare a drammatiche inclinazioni di questo genere. Chi ne soffre è cosciente di avere questi problemi, ma i “momenti bassi” possono risultare imprevedibili e la consapevolezza non basta per avere un autocontrollo adeguato.

La soluzione? Non esiste, dipende dalla predisposizione del soggetto a poter superare un trauma e anche dal carattere del soggetto. La vicinanza e la comprensione possono limitare i sentimenti negativi, l’assistenza di uno psicologo può anche aiutare, ma fino a che punto? L’utilizzo di farmaci, probabilmente, provoca solo effetti collaterali peggiori molte volte, poiché non esiste una formula unica per tante menti diverse.

La vita è un bene prezioso, ma è così imprevedibile che ogni azione, ogni esperienza può modificare caratterialmente una persona e anche a causa della depressione la reazione può essere il cambiamento di pensiero, una visione del mondo differente che può portare a compiere scelte più o meno razionali e consapevoli. Non bisogna sottovalutare questo disturbo, bisogna prima capirlo e non pensare che sia solo un momento di vittimismo o una debolezza, è una condizione distruttiva della mente; un giorno si ride e si scherza e un altro un raptus, un momento particolare, può fare finire tutto, anche anni di sacrifici e di risultati raggiunti nella vita, perché anche chi ha avuto molto dalla vita può cadere nell’oblio. Serve contribuire per evitare tutto ciò.

Danilo Stanco

Studente di Lettere di spirito Umanistico, con passione per la Storia e interessi per la Politica, comprese le materie ad essa collegate.

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