La nuove legge basata sull’insegnamento dell’Educazione Civica verrà attuata concretamente a partire dal prossimo anno scolastico

Qualunque studente a partire dal 1958 – anno in cui Aldo Moro introdusse l’educazione civica in Italia con il D.P.R. n. 585 del 13 giugno di quell’anno – sarà stato alle prese con l’educazione civica, ma probabile che pochi abbiano davvero attinto qualcosa da quelle lezioni, infatti non essendo valutabili molti non avranno neanche aperto il libro di scuola. Allo stesso modo, pochi riescono a notare l’utilità di questa materia, tanto bistrattata quanto poco insegnata.

Ciò cambierà dal prossimo anno scolastico: secondo la Legge n.92 del 20 Agosto 2019 dell’ex governo Giallo-Verde, l’educazione civica avrà valenza obbligatoria ai fini della formazione dello studente. Il provvedimento non è stato attuato durante quest’annata scolastica sia a causa del crollo del governo Lega-5 Stelle che ha bloccato tutta la politica, sia perché, per attuarla subito, sarebbe servita una velocizzazione che avrebbe portato a delle modifiche in extremis da parte delle scuole per inserire la materia nei programmi, ciò ha comportato l’entrata in vigore della legge il 5 Settembre 2019.

GLI OBIETTIVI DELL’EDUCAZIONE CIVICA

La legge ha presentato gli scopi dell’inserimento obbligatorio di questa materia a carattere valutativo, quali:

  • Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali;
  • storia della bandiera e dell’inno nazionale;
  • Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;
  • educazione alla cittadinanza digitale, secondo le disposizioni dell’articolo 5;
  • elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;
  • educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  • educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
  • educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
  • formazione di base in materia di Protezione Civile

È pur vero che questi obiettivi formativi sono continuamente stati proclamati, dando successivamente pochi risultati, ma siamo sicuri che la causa non sia la sottovalutazione di queste lezioni?

L’IMPORTANZA DELL’EDUCAZIONE CIVICA

È quasi scontato dire che il ruolo principale di questo tipo di programma è quello di formare dei cittadini civili e consci dei regolamenti, degli ordinamenti, delle leggi e della struttura interna del nostro Stato. Conoscere la Costituzione e il funzionamento degli organismi internazionali è un requisito base per lo studente che un giorno sarà futuro lavoratore e dovrà conoscere la legge per poter garantire una partecipazione come cittadino e per poter svolgere i doveri civici dettati dalla Carta Costituzionale stessa. Il cittadino modello è quello che contribuisce allo sviluppo della Nazione rispettando le varie norme e gestendo le proprie risorse finanziarie in modo opportuno in relazione al sistema fiscale che è il gradino base da cui uno Stato riceve le proprie entrate. Conoscere il proprio ruolo nel luogo in cui si vive dirige anche il popolo a svolgere al meglio i propri adempimenti, anche per proprio benessere. Ovviamente se non si conoscono i fondamenti di tutto quello che concerne questi valori, difficilmente si potrà essere esemplari in ogni ambito a cui il cittadino stesso è richiamato. Coscienti che l’apprendimento si sviluppa più agevolmente nei bambini, secondo i criteri di pedagogia attuali, è giusto iniziare a “infarinare” questi concetti nella mente di un ragazzino che altrimenti si potrebbe interessare a certe questioni solo per propria curiosità in tarda età.

Oggi la politica Italiana intende aumentare il bacino di elettori – si pensa di far votare chi ha almeno 16 anni – e per questo è ancora più utile dover dare modo a dei ragazzi alle prime armi con temi come quelli politici a entrare nell’ottica del cambiamento positivo del Paese.

PERCHÉ LA MATERIA HA AVUTO COSI POCA RILEVANZA?

Con gli anni si è sempre preferito mettere in primo piano il programma scolastico rispetto alle materie che non hanno incidenza sul voto. Ciò ha provocato un disinteressamento sul fronte civico e sicuramente non c’è nulla di positivo. Sì è creato quasi un tabù nei decenni, quello del coinvolgimento dei temi politici nelle aule, a causa del fatto che ogni giudizio può essere frutto del proprio pensiero personale e il docente non sarebbe tenuto a guidare gli alunni nella valutazione critica di un avvenimento politico, poiché ogni ideologia tende a screditare gli altri pensieri ed è semplicemente quasi incostituzionale condizionare gli ideali di ragazzi che sono nel pieno della formazione.

Sembra tutto giusto, ma l’Italia deve poter sviluppare nel proprio popolo una cultura improntata sul coinvolgimento sociale e sulla modifica in positivo della Patria, ricordando che il ruolo di cittadino include diritti, ma anche doveri e ogni errore sommato a quello di altri incide sulle condizioni del Paese.

Danilo Stanco

Studente di Lettere di spirito Umanistico, con passione per la Storia e interessi per la Politica, comprese le materie ad essa collegate.

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