La politica a braccetto con la tecnologia rivoluziona anche i mezzi per mettersi in luce o per fare opposizione
La propaganda è il mezzo con cui esponenti politici, partiti e movimenti in tutto il mondo tendono a dare un’immagine positiva di sé e spesso anche un’immagine negativa degli altri. La tecnologia è invece il processo verso cui l’umanità è direzionata: il mondo è sempre in continuo rinnovamento, si è passati dall’economia basata sull’agricoltura e sulla manifattura ad una basata sul carbone, l’acciaio e il petrolio ad un’altra ancora basata – si prevede – sulle energie rinnovabili. Allo stesso modo i sistemi di comunicazione sono cambiati sensibilmente, dalle missive, alle e-mail, alle chat e ai commenti dei social – strappa più di un sorriso vedere Crozza impersonare Mattarella in procinto di rispondere con difficoltà alle critiche sul suo profilo -. Sono vari gli ambiti con cui la tecnologia, quindi internet e i social, ha invaso anche il modo di promuovere campagne elettorali, gruppi politici o anche solo gruppi di persone.
LA POLITICA E I SOCIAL
Appena aperto Instagram e in particolare Facebook, è poco raro trovare il faccione di qualche politico in primo piano, magari seduto davanti ad un conduttore televisivo, oppure vedere scritte in grassetto con frasi eclatanti di qualche parlamentare o ministro contro qualche altro partito. È altrettanto poco raro trovare qualche altro personaggio di questo tipo in preda a mangiare vegano un giorno e dopo qualche mese mangiare una bistecca fiorentina, per attirare tutti i palati sperando che non si ricordino del post precedente.
La community dei social è altrettanto attiva, ce n’è di tutti i colori: chi si indigna per le parole di qualche leader di partito, chi insulta senza senso, chi scrive critiche che non riguardano l’argomento del post, chi invece cerca di scrivere qualcosa di sensato e così via. La politica non è mai stata così attiva, quel che prima si diceva a pranzo e a cena davanti al telegiornale oggi viene “vomitato” sui social spesso anche poco elegantemente. Tutto ciò fa parte di un circolo vizioso chiamato “propaganda politica”: durante i periodi di governo è un continuo fare opposizione da parte dei partiti di minoranza, ciò vuol dire che oggi, a differenza di un tempo, non serve aspettare le elezioni per vedere partiti e movimenti battagliarsi a colpi di critiche e spesso di un fattore che sembra nuovo, ma in realtà esiste da quando esistono le guerre politiche, le fake news; probabilmente si ritrovano già tra guelfi e ghibellini, allo stesso modo tra cristiani e protestanti e dagli antisemiti contro gli ebrei, tra capitalisti e comunisti, tra fazioni ribelli e Stato. Ebbene anche tra partiti si disinforma e si incorre nella distorsione di notizie, tutto all’insegna dei sondaggi elettorali. Poi in vista delle elezioni si moltiplica tutto ciò all’infinito, si rievocano “zecche rosse” e “fascisti” in continuazione e le insinuazioni, le smentite e le battutacce sono all’ordine del giorno. Oggi i social permettono di sostituire l’orrendo metodo della “congiura” con la denigrazione, spesso rendendo più difficoltosa la vita di politici, giornalisti e così via. Ciò provoca che l’opinione pubblica (gli elettori) cambia continuamente parere, ciò spiega perché nel nostro Paese ogni sondaggio vale come un’elezione, ogni elezione regionale/comunale cambia le carte in tavola e i governi rischiano di cadere ogni mese, perché se prima si votava un partito a seconda delle condizioni in cui si versava, oggi vale ciò che si dice e ciò che non si dice, mettendo alla gogna continuamente la classe politica.
I SOCIAL E LE ORGANIZZAZIONI
Tralasciando la politica, ormai ogni azienda, persona, organizzazione, gruppo ha un account: il caso di una squadra di calcio, un calciatore, una scuderia di F1, un imprenditore o un’impresa condividono foto, post e spesso promuovono persone, prodotti e si fanno un bel po’ di pubblicità. Questo ha un risvolto positivo: riduce quello straniamento e quel distacco che prima c’era tra una persona di spicco e un cittadino comune o un fan. Ma a volte non ci sono solo organizzazioni “normali”, spesso i social vengono usati per propagandare gruppi terroristici e creare nuovi “adepti” e folli, spesso usando anche i mezzi internet del “dark web”.
I social sono croce e delizia della nostra esistenza: ci danno informazioni, ci fanno passare il tempo, ci divertono, ma allo stesso tempo ci tolgono molta privacy e spesso ci guidano per le nostre scelte, quindi meglio usarli con attenzione e soprattutto consapevoli di quel che si fa.
Danilo Stanco
Studente di Lettere di spirito Umanistico, con passione per la Storia e interessi per la Politica, comprese le materie ad essa collegate.
