Il metodo Kominsky è una di quelle serie che una volta iniziate creano dipendenza. Ideata da Chuck Lorre, creatore di Due uomini e mezzo, The big bang theory e distribuita da Netflix, è composta da due stagioni i cui episodi durano circa venti minuti l’uno.

La storia narrata è quella di Sandy Kominsky e Norman Newlander, rispettivamente un insegnante di recitazione e un agente in pensione, entrambi disillusi dalla vita che con le loro rocambolesche avventure portano la terza età sugli schermi. I due amici sono molto diversi fra loro.

Sandy è un ex attore che ha sempre vissuto la vita con una certa dinamicità: numerose amanti, un matrimonio finito e la passione per la recitazione che lo ha sempre accompagnato. Il titolo “metodo Kominsky” fa proprio riferimento al metodo recitativo che impartisce agli studenti della sua scuola di recitazione, gestita con sua figlia. Davvero interessanti le pillole teatrali e i monologhi che saranno rappresentati nei vari episodi.

Norman, invece, è un uomo tutto d’un pezzo, capo di una società di agenti, innamorato della stessa donna da anni, sua moglie, e con una figlia adulta alle prese con la tossicodipendenza. Sandy e Norman si completano a vicenda, formando un duo cinico-comico davvero interessante all’insegna della dinamicità: nelle due stagioni lo spettatore noterà il cambiamento che in maniera impercettibile episodio dopo episodio si farà strada nei personaggi. Fra risate e nuovi punti di vista, il tempo con Sandy e Norman sembrerà volare.

A chi è consigliata la serie TV

Consiglio la visione di questa serie a chiunque voglia ridere e aprirsi a nuovi punti di vista. La visione di questa serie mi ha aperto gli occhi, in un certo senso. Ho sempre pensato alla terza età come qualcosa di lontano e di estraneo. Spesso facciamo l’errore di considerare gli anziani come una categoria a sé stante, quasi aliena. Ebbene, Il metodo Komisky mostra proprio questo: gli anziani dentro di loro sono le stesse persone che un tempo si sentivano invincibili e ricchi di energia. Gli stessi ma con un corpo più lento con cui devono fare i conti. Sulla scena vediamo Sandy che continua a non voler rivelare la sua età e man mano diviene una sorta di Bojack Horseman dell’ultima stagione. Vi è poi la rassegnazione di Norman che sembra quasi arrendersi allo scorrere del tempo. Tutto ciò su uno sfondo di ilarità e cinismo che vi terrà incollati allo schermo. Alla fine della sua visione dire “sono solo anziani” non vi sembrerà più così scontato.

Andreana Balsamo

Studentessa di Chimica e aspirante giornalista con la passione per l’arte e la letteratura. I miei principali interessi sono la lettura e la scrittura di racconti, saggi e poesie.

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