La punta del nostro stivale, lambita dalle acque cristalline del Mar Ionio e Mar Tirreno, ci offre da sempre colori e sapori mozzafiato: dal peperoncino alla “Nduja”, prodotti unici di questo territorio, dalle coste rocciose ai litorali sabbiosi, la splendida Calabria si caratterizza per le sue rare ricchezze.

Essa spicca sotto il profilo artistico grazie soprattutto ai “Bronzi di Riace”, che insieme ad altre testimonianze antiche rendono questa Regione una meta turistica da apprezzare ed ammirare.

Ricco è anche il bagaglio di miti e storie antiche che nel trascorrere del tempo hanno suggestionato gli abitanti di questa terra. Tra le più importanti si annovera quella della “Fata Morgana”, una leggenda che cerca di spiegare, dal punto di vista mitologico, un’inaspettata illusione ottica presente nei giorni quieti e limpidi d’estate nelle acque della riva di Reggio.

La Fata Morgana o Fata delle Acque, è una figura mitologica di origine celtica, legata a Re Artù, suo fratellastro. Secondo la Leggenda:

“Nell’anno 1060, quando gli Arabi dominavano la Sicilia, tre cavalieri messinesi (Cola Camuglia, Ansaldo da Patti e Jacopino Saccano) decisero di sfidare i dominanti Musulmani.

Approfittando della presenza di Ruggero il Normanno, dall’altro lato dello Stretto, giunsero a Mileto portandogli in dono una spada e una croce; spiegarono che i siciliani erano disposti a tutto, pur di liberarsi dalla tirannia araba.

Ruggero, ricevuta l’autorizzazione da parte del Papa, Nicola II, cominciò a pensare al modo di attraversare lo Stretto di Messina, non possedendo ancora un’imbarcazione ed un valido esercito.

D’improvviso passeggiando lungo il litorale calabrese gli apparve la Fata delle Acque Morgana che, dopo aver condotto Artù ai piedi dell’Etna affinché qui egli scaldasse la sua spada Excalibur, si innamorò della Sicilia e decise di rimanervi edificando un castello di cristallo nella profondità marina dello Stretto di Messina.

Avendo capito le intenzioni di Ruggero, offrì il suo aiuto per passare sulla sponda opposta mostrando all’uomo le coste della Sicilia così vicine da poterle toccare allungando una mano. Il Normanno tuttavia, infastidito dal dover conquistare con inganno, rifiutò l’aiuto della donna che andò via. Un anno dopo, nel 1061, Ruggero, con un esercito di 1700 uomini e 27 imbarcazioni, conquistò la Sicilia.”

Questo fenomeno ottico, simile ad un miraggio, viene oggi spiegato dalla scienza: si tratta di un effetto dovuto alla particolare distribuzione dell’indice di rifrazione della luce del Sole. Si verifica, dunque, quando i raggi di luce sono incurvati dal passaggio attraverso strati d’aria a temperature diverse in condizione di inversione termica, che è caratterizzata da un brusco gradiente termico, con la formazione di un condotto atmosferico.

L’effetto si esplica quando la temperatura dell’aria in prossimità del suolo è minore di quella dell’aria sovrastante; può riguardare qualsiasi tipo di oggetto “distante”, come isole, coste o barche. Il soggetto è mostrato in rapida evoluzione, in posizioni diverse da quelle originarie, in una visione che può passare senza soluzione di continuità dalla compressione all’allungamento. Il risultato più comune è quello di scorgere oltre all’oggetto anche una sua immagine “sospesa” in cielo e capovolta.

La spiegazione razionale è ormai nota a tutti, ma la Leggenda della Fata Morgana continua ad incantare gli uomini, sopravvivendo alla fisica e alla realtà. In un tempo in cui l’immaginazione è la sola via verso la libertà, le persone hanno ancora il bisogno di aggrapparsi a qualcosa di magico: preferiscono sognare.

E sagliannu lunga a punta du stivale arrivamu ari cunfini cu ra Basilicata!

Antonella Trivigno e Chiara Pirone

Privacy Preference Center