È incommentabile quanto sia accaduto la scorsa notte, subito dopo le dichiarazioni del Premier Conte riguardo la chiusura della Regione Lombardia e di molte altre province del Nord per contenere il contagio del Coronavirus. Eppure, in questo clima di totale isteria e incredulità rispetto a quanto poco senso civico esista in questo paese, lo Sport riprende, nel modo più inverosimile possibile. A porte chiuse, con un clima di desolazione e preoccupazione che aleggia sui volti di tutti: calciatori, dirigenti, addetti ai lavori e sanitari. Si, perché si dice che i calciatori siano maggiormente protetti. Si dice, appunto. In realtà, le vere squadre da tifare non sono sui rettangoli verdi, ma negli ospedali, nelle ambulanze, nei pronto soccorso. Lo sanno bene tutti, ma provano a farne finta, a non pensarci. Invece ci pensano eccome. Balotelli, uno di quelli che più viene tacciato dal tifoso medio per alcuni comportamenti fuori le righe, è invece tra i primi a rendersene conto. Prima di lui, Damiano Tommasi, Presidente dell’Asso Calciatori. La richiesta di fermare tutto, conscio che lo sport sia solo uno svago, un passatempo, costoso si, ma pur sempre un passatempo. E in un momento del genere non sembra esserci spazio per le ore di svago.

Il calcio è animato anche dai bar sotto casa stracolmi per vedere le partite e per commentarne i risultati. E in quali bar si andrà adesso? In che modo si potrà vedere un ragazzo lanciare uno sfottò contro l’amico tifoso per la squadra rivale? Le priorità, probabilmente, adesso sono altre.

Crisi istituzionale: la querelle tra Tommasi, SPadafora e Lega Calcio

Il Decreto varato dal governo prevede che le sfide si possano giocare a porte chiuse – con qualche accortezza. Eppure, a dieci minuti dall’inizio della prima sfida di Serie A (Parma-SPAL, ndr.), arriva la proposta di sciopero dall’AIC per accogliere l’invito di Tommasi e del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora – lo stesso che soltanto 12 ore prima aveva assicurato si potesse giocare, poi ritornato sui suoi passi dichiarando addirittura “irresponsabile” non bloccare il campionato con effetto immediato. Tanta confusione a livello istituzionale, con tutte le componenti con pareri contrastanti chiamate in causa nell’arco di mezzora.

Partita soltanto rinviata di un’ora: alla fine si gioca, poi si vedrà.

Parola al campo, La juventus si riprende la vetta

La 26° giornata però si è giocata – all’appello manca solo Sassuolo-Brescia, in programma oggi alle 18:30 – ponendo fine anche ad altre polemiche.

Juventus-Inter ha infatti messo un punto a due settimane di sterili lamentele e accuse di complotti inverosimili, dando ancora una volta nelle mani della squadra bianconera lo scettro della vincitrice. Vetta della classifica riconquistata senza nemmeno troppe preoccupazioni, con un gol di Ramsey ed una joya di Dybala.

La parola restituita dunque al campo, così come è avvenuto per le sfide del pomeriggio, dove tutte le squadre immischiate nella lotta salvezza hanno avuto un sussulto di forza. Colpo a sorpresa della SPAL con un rigore di Petagna contro un Parma visibilmente destabilizzato. Vittoria contro Verona e Milan – in piena crisi societaria – anche per Samp e Genoa, che in un sol colpo si tirano fuori dalla zona rossa, dando l’idea di essere squadre che seppur si avvicinino sempre alla retrocessione, poi alla fine non retrocedono mai.

Sfide quanto mai decisive, visto che nel frattempo la questione sospensione continua a persistere. Domani in Lega si discuterà del da farsi e verrà presa la decisione definitiva – si spera. Esiste una seria e concreta possibilità che gli organi competenti, incoraggiati anche dal Presidente del CONI Giovanni Malagò, diano un taglio netto al campionato di Serie A, sospendendo o addirittura fermando definitivamente la stagione sportiva, per dare maggiore rilievo ad altri e ben più seri problemi del paese.

Campionato sospeso: scudetto alla juve?

E a questo punto la domanda sorge spontanea: cosa succede se si blocca il campionato?

Da quanto risulta agli addetti ai lavori, non pare esistere una norma che assegni lo scudetto a campionato non completato, per cui si pensa possa semplicemente essere ritirato dall’Albo d’Oro. La decisione provocherebbe però non poche ed ulteriori estenuanti polemiche. Ci sono in ballo molti aspetti economici oltre che prettamente sportivi, basti pensare alle eventuali qualificazioni alle coppe europee – in che modo si otterrebbe l’accesso alle prossime Champions ed Europa League?.

Senza contare poi la questione retrocessione-promozione con le leghe minori. Il Benevento in B ha praticamente già vinto il campionato – non aritmeticamente, ma 20 punti di distacco dalla seconda a soli dieci partite dal termine sono un’infinità – tuttavia non è facile stabilire quali possano essere le altre due a guadagnare la massima serie. Così come non è ancora chiaro chi meriti di retrocedere in Serie B, dato che la parte destra della classifica è praticamente racchiusa in 7 punti decisivi per giocarsi la salvezza.

Una circostanza a dir poco non chiara, che potrebbe però ritrovare una quadra tra 24 ore. Nel frattempo, il nostro tifo è rivolto altrove, per cercare di vincere la vera partita decisiva.

Simone Salsano

Studente di Scienze della Comunicazione e Impresa, Giornalista Pubblicista dal giugno 2018. Amante dello sport, con un particolare interesse per i fenomeni di natura socio-culturale.

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