Non è un mistero che il Presidente della FIGC Gabriele Gravina sia un fervido sostenitore dell’ipotesi play-off e play-out per la Serie A. Non ci si riferisce infatti soltanto a questo momento storico particolare, ma già in passato (14 marzo 2019, ndr), in condizioni del tutto favorevoli, lo stesso dirigente sportivo aveva avanzato questa proposta, definendo i play-off come “un bisogno di cambiamento per il nostro sistema”. A suo modo di vedere, il campionato stava vivendo già un anno fa una fase di crisi per cui sarebbe stato necessario trovare una modalità alternativa che ripristinasse interesse. Realtà? Fantascienza? Chi può dirlo, ma nel frattempo le situazioni sono mutate e l’ipotesi dei play-off non sembra più così remota.
Domani la riunione della UEFA
Facciamo un passo indietro. Una settimana fa ci eravamo lasciati con la querelle istituzionale tra chi voleva fermare i campionati e chi invece preferiva concludere la 26° giornata a porte chiuse. 7 giorni dopo, ben 11 calciatori della massima Serie risultano positivi al Covid-19. Campionato sospeso in Italia così come all’estero, causa pandemia.
Coppe Europee ugualmente rinviate dopo un breve confronto tra Spagna e Italia che non permetteva alle società di viaggiare tra un paese e l’altro. Ergo, tutto in bilico. La decisione finale domani pomeriggio (martedì 17 marzo, ndr) tra le 55 federazioni riunite in videoconferenza dalla Uefa.
La proposta più accreditata appare sicuramente il rinvio dell’Europeo itinerante all’estate 2021, per permettere ai vari campionati di recuperare tutti gli incontri. Ma qualora non dovesse essere così, ecco che riaffiorano i play-off.
Play-off: perché sì
Se Euro 2020 dovesse essere confermato, tante sarebbero le motivazioni che spingerebbero verso questa soluzione:
- Le tempistiche. La gara di esordio è in programma per il 12 giugno – proprio Italia-Turchia allo Stadio Olimpico – per cui non ci sarebbero i tempi tecnici per disputare tutte le giornate mancanti, oltre alle fasi ad eliminazione diretta di Champions ed Europa League.
- L’appetibilità del campionato. Di sicuro quel che affermava Gravina già un anno fa non è del tutto sbagliato. Una fase finale di questo tipo vedrebbe un incremento dal punto di vista mediatico e sportivo: l’appetibilità dei diritti TV, gli incassi dei botteghini per l’affluenza agli stadi, la curiosità per una assoluta novità in 117 anni di storia.
Play-off: perché no
Di contro, un solo fattore influisce forse più di tutti gli altri sulla scelta di questa soluzione. Sebbene non assegnare alcun titolo sia assolutamente da evitare, i play-off graverebbero pesantemente su quelle società che al momento possono invece vantare un buon piazzamento in classifica.
- Juventus e Lazio. Le prime due della classe di sicuro verrebbero gravemente penalizzate da questa ipotesi: contendersi lo scudetto con Inter ma soprattutto Atalanta (a -15 dalla vetta, con una partita da recuperare), renderebbe il tutto più complicato, soprattutto se si considera che gli scontri diretti hanno un diverso impatto rispetto ad un campionato a lungo termine.
- Retrocessione e Salvezza. Ancor più pesantemente inciderebbero i play-out sulla lotta per non retrocedere. La classifica attuale vede addirittura soltanto 9 punti di distacco tra il Bologna 10° e il terzultimo posto. Come si sceglierebbero dunque le squadre da mandare ai play-out e quelle da salvare in partenza? Secondo quale criterio ne verrebbero selezionate soltanto 4, quando magari l’intero svolgimento della competizione potrebbe stravolgere completamente la classifica?
Comunque, le parole di Gravina rilasciate a Sportmediaset XXL danno l’ipotesi play-off come remota, visto che la delegazione italiana si è detta disposta a proporre il rinvio di Euro 2020 all’anno prossimo. In questo caso, tutte le supposizioni fatte sarebbero totalmente inutili, perché si provvederebbe a completare la Serie A secondo l’ordine e la normalità che le spetta, stabilendo legittimamente chi deve vincere e chi perdere.
Simone Salsano
Studente di Scienze della Comunicazione e Impresa, Giornalista Pubblicista dal giugno 2018. Amante dello sport, con un particolare interesse per i fenomeni di natura socio-culturale.
