La Basilicata, unica regione italiana a doppia denominazione, è una terra antica le cui origini risalgono all’epoca preistorica. Il termine Lucania deriva dal latino “lucus” per riferirsi alla terra dei boschi, o per simboleggiare un luogo popolato da guerrieri che seguivano la luce del sole, anticamente “luc”.

Da pochi anni, grazie a Matera capitale della cultura 2019, questo territorio è riuscito ad emergere facendo scoprire le sue bellezze. Viaggiare in Basilicata ha il fascino dell’avventura, può offrire un passato ricco di testimonianze visitando gli antichi castelli medioevali e città caratteristiche come Venosa, patria di Orazio poeta romano, o un contatto con una natura generosa e stupefacente tramite i suoi meravigliosi parchi, come quello del Pollino. È la patria del peperone crusco, figlio di una lavorazione tramandata di padri in figli, un piacere per il palato e anche per la vista.

Tra tutte queste attrattive suggestivo è lo scenario di Castel Lagopesole – una frazione di Avigliano, in provincia di Potenza – noto per il suo passato svevo, legata alle figure di Federico II e di suo figlio Manfredi e per le vicende legate al capobrigante Carmine Crocco. Il Castello edificato sulla sommità del paese risale al periodo fra il 1242 e il 1250 con i normanni per poi passare sotto il dominio di Federico II. Molteplici furono le sue funzioni: residenza di caccia, roccaforte militare fino a diventare oggi un monumento.   

La sua tradizione popolare è sempre stata fonte di racconti e leggende collegate a luoghi e personaggi che, positivamente o negativamente, colpirono la fantasia degli abitanti di queste zone. Tra le storie che ravvivano la storia di Lagopesole ricordiamo quella che ha come protagonisti Elena di Comnena, meglio conosciuta come Elena degli Angeli, Re Manfredi e il loro disperato amore.

Re Manfredi, degno successore di Federico II, fu incoronato a Palermo dando vita ad un periodo di splendore, ma anche di terribili presagi, il primo di questi fu la perdita della sua prima moglie Beatrice di Savoia.

Ciò lo portò a dedicarsi completamente agli interessi del suo regno tanto da spingersi ad un matrimonio combinato per ampliare i suoi possedimenti. La scelta cadde su Elena, figlia del Despota dell’Epiro che, nonostante gli affari, fece innamorare il Re.

I due sposi dimorarono spesso a Lagopesole, nei loro giorni felici che finirono il 26 febbraio del 1266 quando Manfredi fu sconfitto ed ucciso a Benevento durante la battaglia contro l’invasore Calo D’Angiò.

Elena fu imprigionata e condotta anche a Lagopesole, scenario dei suoi ricordi più felici, dove incontrò il nuovo sovrano, e dove passò gli ultimi momenti della sua vita, nella totale tristezza, lontana anche dai suoi figli, imprigionati a Castel del Monte. La dolce Elena morì prigioniera il 14 marzo 1271.

Qualcuno sussurra che sia ancora lì a piangere e a lamentarsi, qualcuno che l’abbia intravista in qualche notte di luna piena, attraverso le finestre bifore del rosso castello di Lagopesole; è vestita di bianco, di straordinaria bellezza. Si racconta che lo stesso Manfredi avvolto da un manto verde su un regale bianco cavallo vaghi nei dintorni del castello, tra un bosco ed una radura in ricerca della sua Elena, ma nessuno dei due riesce ad intravedere l’altro destinati, anche nell’aldilà, a non incontrarsi mai.

Vnenn da u Pollin cammnen p a terr nostr fin a u Mar Ionio arvemm ai cunfin cu a Puglia!

Antonella Trivigno e Chiara Pirone

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