“Nel blu dipinto di blu” cantava Modugno per la sua amata terra natia, la Puglia, dove cielo e mare si incontrano creando scenari mozzafiato. Una delle regioni italiane più famose nel mondo per la sua verace gastronomia, per i paesaggi e per tutte le eccellenze che può vantare. Ne sono un esempio le orecchiette, divenute un vero e proprio culto, tramandato di generazione in generazione, e che è possibile gustare nei borghi più belli della regione, realizzate dalle attente e sapienti mani delle massaie pugliesi, o le acque cristalline del Salento, le grotte o le rigogliose scogliere, gli uliveti che producono l’olio extravergine d’oliva più pregiato e i luoghi unici, che solo la nostra patria possiede, quali la città dei Trulli, Alberobello.
Le bellezze di Polignano a Mare
Uno dei luoghi più affascinanti e ricercati di questa magnifica terra è senza ombra di dubbio Polignano a mare. Borgo unico nel suo genere, motivo d’orgoglio per tutta la valle d’Itria e il territorio italiano. La provincia barese vanta il connubio perfetto tra panorami ineguagliabili e tradizioni gastronomiche antichissime.
Una delle caratteristiche più apprezzate è il suo aspetto totalmente bianco, figlio delle varie culture che si sono date il cambio a Polignano durante il corso dei secoli: araba, bizantina, spagnola, romana e normanna. Case bianche che affollano strade che resistono al passare del tempo e un tocco unico e poetico: a Polignano, infatti, il centro storico è pieno delle poesie dell’ormai noto “Guido, il Flaneur”. Le poesie non solo rendono il centro di Polignano unico, le troviamo infatti scritte su muri, porte e scale, ma aiutano il visitatore a scoprire la zona con un occhio diverso e a godere della sua atmosfera magica.
Questa bianca distesa è contrastata dagli scenari verde-azzurri, che rendono l’atmosfera old fashioned tipica pugliese. Le sue strade, spiagge e calette hanno catturato registi ed artisti di tutto il mondo, incantati dall’unicità di questo luogo. Tra le più apprezzate spiagge c’è Lama Monachile, localizzata in pieno centro, che durante l’epoca romana era utilizzata come luogo di approdo per le navi che giungevano da Oriente e che regala un panorama unico osservabile dal ponte borbonico. Ciò che la rende così unica è la sua conformazione data da due pareti di roccia che cadono a strapiombo sul mare e stringono una insenatura di sabbia e acqua. Altro fattore interessante che è parte della cultura geografica e turistica della cittadina pugliese sono le 70 grotte marine, che si sono formate sulla costa di Polignano, a causa dei fenomeni erosivi legati all’azione del mare e del vento.
Oltre ad essere riconosciuta come cittadina suggestiva e romantica, Polignano è nota anche per alcuni miti e leggende che danno quel non plus ultra ad una località che davvero non manca di nulla. Una interessante tradizione, che trova origini antiche e poco note, probabilmente riconducibili all’XI o XIII secolo, è quella legata all’isolotto di San Paolo, meglio conosciuto come scoglio dell’eremita, parte della città di Polignano.
La leggenda narra di un uomo di fede che si ipotizza girasse la Puglia divulgando il vangelo. Arrivato a Polignano l’eremita vide la piccola isola, non più grande di un grosso scoglio, quasi privo vegetazione, l’eremita probabilmente riconosciutosi in un tal luogo, decise di viverci. Lui, lo scoglio e la sua solitudine e contemplazione.
Partendo per il mare, i pescatori del tempo vedevano spesso l’eremita sul suo scoglio intento a pregare o indaffarato in altre faccende. Ogni tanto un pescatore approdava sull’isola per portare del pesce o altri generi essenziali alla sopravvivenza dell’eremita in quanto l’isola non è che offrisse questo gran che.
Fu proprio quel pescatore generoso che un giorno trovò il povero eremita morto. E da allora nessuno più abitò quel luogo. C’è chi identifica l’uomo in un monaco basiliano in fuga dall’oriente ai tempi di Leone III Isaurico, il che daterebbe la storia nel 700 d.C. o chi data questa storia nell’undicesimo secolo, quando un uomo misterioso, forse di ritorno dalla terra santa, attratto dalla sua bellezza, decise di stabilirsi sull’isola. Forse fu proprio quest’ultima ipotesi che darebbe ragione alla costruzione della cappella di S. Antonio Abate (anch’esso eremita) da parte di pescatori del luogo nel 1612 che ritenevano lo scoglio un luogo di rispetto e di culto. Una storia che ancora oggi è avvolta dal mistero e che, come il mare tra Polignano e la piccola isola, muta a seconda di chi la racconta o chi la ascolta, immaginando quei tempi andati in un luogo di tale bellezza.
Polignano, insomma, è la sua natura, le sue tradizioni ed il suo mare, città unica da vedere e scoprire!
Dop du viagg o tacc du stival n’g sim spostat n’mezz a l montagn du Molis pu prossm viagg!
Antonella Trivigno e Chiara Pirone
