Alzi la mano chi vedendoInception” non abbia avuto la voglia di addormentarsi e di ritrovarsi in una specie di realtà virtuale modificabile con la sola forza del pensiero e di viverla a pieno come entità cosciente dell’esperienza e non più come uno spettatore. Se anche voi siete alla ricerca di avventure che vadano al limite del paranormale quello di cui stiamo per parlare può fare al caso vostro. Prima di iniziare è però doveroso fare alcune premesse sul tema dei sogni.

Secondo Jung: “il sogno si configura come il mezzo per eccellenza per arrivare alle sorgenti segrete e originarie della vita psichica: “medium” con la realtà inconoscibile e totalmente ‘altra’, la cui comprensione rimane aperta al mistero stesso della vita” (Daniela Buccelli – Trattato di Psicologia Analitica).

Durante il sogno fissiamo la memoria circa le cose apprese durante il giorno, ma c’è di più: il cervello non si limita soltanto alla consolidazione mnemonica, ma rielabora tutte le informazioni ottenute per migliorare le prestazioni di una determinata disciplina.

L’esperienza cosciente del sogno viene quindi chiamata “sogno lucido”.

Dalì, Einstein e Beethoven erano lucid dreamers; i monaci Tibetani, invece, applicano questa tecnica da millenni ed anche Aristotele ne parla nei suoi scritti. Dal 2012 i sogni lucidi fanno parte del sapere scientifico con tanto di teorie, tecniche e terapie su come scatenarli e controllarli. Questi oltre che ad apportare un aumento della creatività nelle persone che li vivono, sono utili per risolvere alcune fobie e soprattutto aiutano gli sportivi nel miglioramento delle performance. Per chi invece preferisce vederla in maniera spirituale o psicologica, lo stesso Jung quando parla dell’ombra dice: “attaccare la fonte dei propri incubi è la via per conoscere sé stessi”.

Ma come si arriva ad avere un sogno lucido? Ecco due delle più importanti e diffuse tecniche:

Reality Check: è il test della realtà. Questa tecnica viene usata durante il sogno per verificare se ciò che si sta vivendo sia reale o meno. Può essere fatto su oggetti o su abitudini (grattarsi la barba) che prese durante il tempo subiscano anomalie durante il sogno. È la vera e propria presa di coscienza che può avvenire nel bel mezzo del sogno.

MILD (Mnemonic Induction of Lucid Dreams): la MILD fu sviluppata da Stephen LaBerge, psicofisiologo che ad oggi è considerato il massimo esponente sulla ricerca e sperimentazione dei sogni lucidi. Egli afferma che prima di sviluppare tale procedura, non riusciva ad avere più di un sogno lucido al mese. LaBerge sviluppò questa tecnica in parallelo a quella di autosuggestione, o per meglio dire, indagando su di essa. La tecnica di autosuggestione permetteva a LaBerge di avere una media di cinque sogni lucidi al mese (con un range che andava da uno a tredici). Tuttavia, egli non riusciva a capire come questo fosse possibile in termini di funzionamento e ciò si traduceva nell’impossibilità di poter avere sogni lucidi a piacimento. Focalizzando la sua attenzione sul perché del funzionamento della tecnica di autosuggestione, LaBerge gradualmente osservò un fattore psicologico che reputò come correlato a tutti i suoi sogni lucidi, ovvero, l’intenzione “pre-sonno” di ricordare di accorgersi di stare sognando. Quello che a primo impatto sembra un gioco di parole, è in realtà lo scoglio più grosso per chi si accinge ad arrivare alla lucidità tramite la MILD.

Controllare i propri sogni è il desiderio di tutti e come abbiamo visto tutto ciò non è soltanto fantastico ma può portare benefici nel percorso di individualizzazione ed auto-miglioramento della persona.

E tu? Hai mai avuto esperienze di sogni lucidi? Se la risposta è sì e ti piacerebbe raccontare la tua storia, lascia un commento qui!

Orlando Giliberti

Studente di Economia e Gestione delle Imprese, appassionato di materie umanistiche e dei fenomeni di natura interpersonale

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