Once Upon A Time In Hollywood è il nono film di Quentin Tarantino, il quale, attraverso quest’opera, omaggia tutto ciò che rende il cinema unico e speciale e tutto il lavoro che si cela dietro un prodotto finito.
Il film però, nonostante la fama del regista, non è stato particolarmente apprezzato dal largo pubblico o, nella maggior parte dei casi, ritenuto ‘noioso’ o ‘senza senso’. Causa in parte le tante citazioni e i rimandi alla realtà inseriti attraverso piccoli dettagli, motivo per cui per apprezzare al meglio questo film c’è bisogno di conoscere la vera storia che c’è dietro.
Tutto quello che non sapete sull’omicidio di Cielo Drive
Gli eventi hanno come sfondo la storia della strage di Cielo Drive ad opera della Manson Family, una setta guidata da Charles Manson – interpretato da Damon Herriman che, tra l’altro, aveva già interpretato lo stesso personaggio nella serie televisiva di Netflix “Mindhunter” –.
Egli compare in solo due scene di pochissimi secondi. In una delle due vediamo un uomo, Charles Manson, che bussa alla porta della casa di Sharon Tate. Scena apparentemente senza senso, ma reale.
In precedenza quella casa era abitata da Dennis Wilson, batterista dei Beach Boys, e Terry Melcher, musicista e discografico statunitense. Charles Manson sognava di diventare un cantante, scrisse anche delle canzoni per i Beach Boys. Nella realtà va in quella casa per cercare un accordo con Dennis e Terry, ma l’accordo non va a buon fine e il suo sogno viene infranto: sarà questa la scintilla che lo porterà a decidere di uccidere chiunque si trovasse in quella casa, che allora era abitata da Sharon Tate e Roman Polanski.
Le scene di Rick Dalton con il lanciafiamme non sono messe a caso ma hanno dei precisi riferimenti alla realtà. Già all’inizio del film vediamo che Rick sta girando una scena in cui usa il lanciafiamme contro dei nazisti, un chiaro riferimento a Bastardi Senza Gloria, ma è un riferimento anche a Charles Manson. Egli credeva nella supremazia dei bianchi: dopo aver ascoltato il White album dei Beatles era convinto che ci sarebbe stata una guerra razziale imminente e il suo intento era quello di scatenarla uccidendo delle persone di rilievo bianche, per poi dare la colpa a persone afroamericane.
Anche tutte le scene ambientate nello Spahn Ranch, all’apparenza assurde e sopra le righe, fanno riferimento a fatti realmente accaduti. Lo Spahn Ranch era un set cinematografico dove venivano girati dei film western, ed era li che viveva la Manson Family.
I personaggi: reali o finti?
Un personaggio che può sembrare all’apparenza senza senso e messo totalmente a caso è quello di Bruce Lee, interpretato da Mike Moh. In una scena vediamo il personaggio Sharon Tate in una sala cinematografica mentre vede una scena di combattimento di un film con la vera Sharon, tutto ciò è reale; Bruce Lee era un amico di Sharon Tate ed è stato lui ad allenarla per quella scena. Inoltre l’omicidio di Cielo Drive restò per molto tempo irrisolto, e in questo lasso di tempo Bruce Lee fu uno dei sospettati.
Anche il personaggio di Cliff Buth, nonostante sia di finzione, è ispirato ad un personaggio reale, Hal Needham, una figura che rivoluzionò la figura dello stuntman nel mondo di Hollywood. Grazie a lui questo ruolo iniziò ad acquistare sempre più riconoscimenti all’interno del cinema.
Il personaggio di Rick Dalton, interpretato da Leonardo Di Caprio, è inventato. Egli è un attore alla deriva, fallisce nel suo obiettivo di affermarsi nel mondo del cinema e si trova incastrato nei meccanismi dello Star System. Rick rappresenta la rottura del sogno hollywoodiano, è alla continua ricerca dell’approvazione di un mondo imprevedibile. Proprio all’inizio del film vediamo il personaggio di Marvin Schwarzs, interpretato da Al Pacino, spiegare i meccanismi cinematografici e di come il pubblico identifichi l’attore nel personaggio che interpreta. Rick fino ad allora aveva sempre interpretato il personaggio del cattivo o dell’antagonista e per questo verrà visto dal pubblico in una luce negativa, avendo meno riconoscimenti. Tutto questo meccanismo accade nella realtà, basti pensare a molti attori che vengono insultati e presi di mira per le azioni dei loro personaggi, oppure a come, molto spesso, vengano considerati solo nelle vesti dei loro personaggi.
Sharon Tate, interpretata da Margot Robbie, è una figura reale, è diventata famosa non tanto per la sua carriera da attrice, ma soprattutto per il suo omicidio; quando fu uccisa dalla Manson Family aveva solo 26 anni ed era all’ottavo mese di gravidanza.
Il personaggio di Sharon rappresenta, inoltre, la solitudine del sogno hollywoodiano, in ogni scena la vediamo sempre sola, fa parte di un mondo dove si va a caccia del successo, e che non è sempre rose e fiori come potrebbe sembrare all’apparenza.
La chiave di lettura
Vera e propria dichiarazione d’amore per il cinema, il film si svolge all’interno di un altro film, all’interno di uno o di un altro set o dentro un cinema. Mostra come attraverso il cinema si può rendere tutto reale, come è possibile ricostruire la realtà e che seppur cambiando gli eventi tutto può sembrare reale.
Ed è proprio questo che ci suggerisce il titolo, ‘Once Upon A Time’ è il classico inizio di tutte le fiabe, ed è esattamente ciò che questo film rappresenta, una fiaba. Il cinema può rendere tutto possibile, ed è proprio quello che accadrà nel finale.
Giulia Mastellone
Studentessa di scienze della comunicazione, amo il cinema, l’arte e la letteratura. Il mio sport preferito? divano, netflix e pop corn.
