La Storia italiana è probabilmente la più ricca e la più lunga, tra le Nazioni Europee: ha visto l’arrivo dei Greci come approdo coloniale, sfociando nella “Magna Grecia”, dando i natali a Filosofi, scienziati e intellettuali che oggi definiamo “Greci”. La nascita di Roma negli anni ha creato una consolidata potenza che aveva come centro proprio il territorio Italico, dapprima con l’Età Regia, poi con la Repubblica Romana e infine con l’Impero. La cultura di Roma Antica ha dominato per due millenni in tutta Europa e in una parte di Asia e di Africa formando tradizioni e modi di vivere che ancora oggi sfruttiamo – basti pensare all’impronta lasciata dal Diritto Romano nelle moderne Repubbliche di tutto il mondo, unite alla cultura democratica dei Greci. Nonostante il “drammatico” crollo dell’Impero Romano, un’altra potenza ha preso il controllo simbolico sia di Roma che dell’Italia, ovvero il Vaticano, che attraverso la dottrina Cristiana ha preso il sopravvento sulla cultura Pagana e tutt’ora ha un importante peso nelle questioni etiche e politiche del globo.

Sembra chiaro che la penisola ha sempre detenuto un ruolo centrale dal punto di vista geografico per la formazione culturale e sociopolitica dell’Area del Mediterraneo in primis e in secundis degli altri territori fuori dall’Europa.

Ciò non implica che ci sia sempre stato un potere politico stabile all’interno dell’Italia, nonostante il peso che ha sempre avuto. In effetti all’Interno dei confini Europei, assieme alla Germania è stata la Nazione politicamente più frammentata per gran parte della sua storia, se non si pensa ai lunghi periodi Imperiali; spaccata in due, l’Italia dal medioevo fino all’1861 è stata divisa al Nord con i più vari regni – spesso detenuti di fatto da Francia e Sacro Romano Impero – e piccoli ducati o Comuni – non sempre assoggettati, anzi basti pensare che durante il Tardo Medioevo i Comuni si resero più volte indipendenti in Repubbliche che molto spesso avevano come estensione massima da una a quattro città in media; al Sud, nonostante l’iniziale lungo periodo “barbarico” dei Longobardi, dei Normanni etc, ha sempre avuto una stabilità in gran parte del territorio attraverso la monarchia prima indipendente, poi controllate da Francia e Spagna con il regno di Sicilia e di Napoli, con una centralità in Sicilia e in Campania. Il Centro dell’Italia è stato per gran parte del tempo incorporato nello Stato Pontificio, che però tendeva spesso ad avere peso nei conflitti politici e territoriali dei Comuni e aveva anche possedimenti nel Sud – ad esempio Benevento. L’unica parentesi che fece pensare ad una formale Unione dei popoli Italici era la pace di Lodi che aveva il fine di mantenere un equilibrio tra i Regni e i Comuni; il perno della pace era rappresentato dalla Signoria Fiorentina di Lorenzo De’ Medici: infatti dopo la morte del Signore di Firenze, terminò anche questo equilibrio che sfociò nelle guerre d’Italia, dopo la discesa della penisola da parte della Francia.

La frammentazione di cui si parla è dovuta al peso che aveva l’Italia nel Mediterraneo che era il centro dei commerci tra Nazioni prima della scoperta delle Americhe che aprirono e concentrarono il raggio commerciale – il termine corretto sarebbe “coloniale” – nel mare Atlantico: infatti le superpotenze del centro Europa si contesero fino alla seconda metà del 1500 la penisola, indebolendola definitivamente, e come conseguenza le Guerre d’Italia provocarono la decadenza definitiva dell’Italia soprattutto dal punto di vista economico – si dovrà aspettare fino al 1861 per ritrovare un’Unione politica e territoriale.

L’Italia del 700-800, infatti, sviluppò una cultura in linea con il Romanticismo emergente, guardò alla propria storia gloriosa che nei periodi di relativa o effettiva Unità ha sempre fatto la differenza, infatti nacque un nuovo culto per la potenza della penisola, in particolare del periodo Antico: non è un caso che intellettuali e poeti riproposero una cultura incentrata sui miti Greci e Latini, attraverso ad esempio il mezzo del teatro. Questo sentimento patriottico sfociò con la Rivoluzione Francese che fissò un punto di non ritorno per tutte le Nazioni Europee, ma in particolare in Italia prefigurò le basi per consolidare l’insofferenza nei confronti delle ingerenze straniere, ma solo circa 70 anni dopo il tutto si concretizzò nell’Unità d’Italia, la quale avvenne dopo l’ascesa di Napoleone Bonaparte e i fallimentari moti Rivoluzionari del ’48: in queste due occasioni dapprima ci fu la speranza degli Italiani in un condottiero che potesse “liberare” la penisola, ma le ambizioni dello stesso Napoleone disillusero le attese, mentre nel 1848 avvennero le prime importanti insurrezioni che aprirono la strada a delle prime costituzioni – ancora indipendenti in relazione a singoli territori – e prepararono il terreno per la vittoria decisiva nel ’61.

Danilo Stanco

Studente di Lettere di spirito Umanistico, con passione per la Storia e interessi per la Politica, comprese le materie ad essa collegate.

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