Se pensiamo che la F1 insieme a Liberty Media stia andando bene, ci sbagliamo di grosso. È una situazione che va analizzata

Siamo oltre la metà del campionato F1 2020. Un campionato nato dal dovere economico e non da qualunque altro fattore.

Iniziato male, in seguito alla decisione di rimandare il campionato dopo aver provato a Melburne in una situazione di emergenza pandemica non indifferente, e sta continuando sulla stessa onda. Inutili tutte le polemiche che si stanno creando all’interno del paddok. I numeri parlano chiaro. Soprattutto in vista del campionato 2021.

Lo share di ogni Gran Premio è in calo rispetto allo stesso dell’anno scorso. Gli spettatori si stanno annoiando. Ma c’è qualche colpa all’interno di questa situazione?

Fare la caccia alle streghe non serve a molto in realtà e vado contro la domanda che ho appena posto. Abbiamo un regolamento FIA che fa buchi da tutte le parti, abbiamo una Mercedes che da troppo (ma ne ha i meriti) sta lì, nelle prime posizioni, indisturbata. Abbiamo una Ferrari che era partita bene 2 anni fa, ha continuato un po’ meno l’anno scorso, ma quest’anno è meglio stendere un velo pietoso sulla situazione già chiarita anche dall’accordo fatto con la FIA.

Ma torniamo all’agomento principe di questo articolo. F1 e Liberty Media. Una società che sta trasformando la F1 in spettacolo per burattini. Per carità, abbiamo un po’ più di movimento, cosa che serviva. Ma aggiungere campionati, cercare di cambiare completamente le regole in gioco, penso sia un grande errore. La Formula 1 ha una storia e questa non va dimenticata. Anzi, va consolidata e solo dopo possono essere effettuate alcune modifiche.

Sono nato con la Renault R25 di Alonso, quando vinse il campionato nel 2005. E nonostante tutto noto grandi cambiamenti nel mondo Formula 1. Non voglio immaginare chi sia nato con Senna, quanti cambiamenti noti. Sia chiaro però, un cambiamento ci deve essere, ma deve rispettare delle regole, una eticità.

Questo è il mio pensiero dovuto. Dovuto a me stesso.

Luca Garelli

Studente di Scienze della Comunicazione, amo la tecnologia, la fotografia e, come molti, tutto quello che cattura la mia attenzione. Posso dire di essere appassionato di tutto, ma non mi interessa nulla. So tutto, ma non sono sicuro di nulla. Però, sono sicuro di voler imparare.

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